SOS raccontami una storia

SOS raccontami una storia!

Immaginanti cittadini!

Questa è una nazione fondata sulla poesia!

So che siete lì che scoppiate di poesia e creatività che non sapete più dove infilare! Qualcuno di voi nel servire il pranzo sistema i fusilli in modo da formare l’immagine di un cigno in procinto di spiccare il volo. Altri quando chiamano il tecnico del telefono spiegano il problema in versi, tipo: “Ho il telefono isolato, forse la bolletta ho dimenticato?”. Alcuni ancora mentre sono in fila alla posta approfittano per reinterpretare il Decamerone in italiano moderno.
Alcuni di voi invece hanno avuto una giornata terribilmente noio-faticosa e la poesia l’hanno dimenticata sul bancone di marmo gelido alla prima risposta sgarbata del barista mentre facevano colazione. Ed ora avrebbero bisogno di sogno e fiaba, una storia, una barzelletta… basterebbe anche una rima baciata, tipo sole cuore, ed invece il telegiornale non ne vuole proprio sapere di venirvi in contro…
Ecco che noi prontamente ci offriamo a prendere due piccioni con una fava! Nasce oggi il SOS raccontami una storia! Potete finalmente pubblicare le vostre storie in modo che svolgano la funzione per la quale sono nate: essere lette, sognate ed immaginate! Non rimarrete più imbaccalati quando vostro figlio vi chiederà fiducioso: “Mi racconti una storia?”. Quando lo staccherete dal computer avrete qualcosa da raccontargli.
Scrivete la vostra storia a info(chiocciola)repubblicadialcatraz.com e noi le pubblicheremo appena le avremo impaginate!
Noi apprezzeremo la vostra arte e vi applaudiremo abbondantemente una volta per tutte!

Solenni abbracci

Il Presidente della Libera Repubblica di Alcatraz

Sos Raccontami una storia: Scirocco

di Gabriele Ferrando
 

Sessantuno gradi, quel giorno si registrarono sessantuno gradi. Chi lo registrò pensò di aver sbagliato qualcosa nei calcoli, e provò e riprovò per milleduecentosettantasei volte ed il risultato era sempre lo stesso: sessantuno gradi.

A dire il vero alla prova numero quattrocentotrentatre lo strumento registrò sessanta virgola sei gradi e tutta la popolazione scoppiò in un grido di gioia tanto che tutti i gabbiani nelle circostanze morirono di crepacuore.

 

I gabbiani, come si sa, svolazzano nell’aria ed il loro svolazzare provoca aria fredda e la somma di tutte le piccole arie fredde che ogni singolo gabbiano produce da il risultato di far abbassare quasi di un grado la temperatura e quindi con la morte di tutti i gabbiani nelle circostanze la temperatura tornò a sessantuno gradi.

Sos Raccontami una storia: Il mito di Al-Qatraz

di Osnof

Quando ancora le montagne non erano, quando tutto era distesa acqua e sabbia, una bianca aquila volò sopra la spuma, sul frangersi delle onde del mare, lungo la riva.

La bianca aquila era maestosa e le sue ali sembravano ricoprire l'orizzonte del mare, e al loro muoversi le onde si alzavano come sospinte dal vento di tempesta, correndo rapidamente lungo la superficie dell'oceano.

Le bianche piume riflettevano la luce delle stelle.

Sos Raccontami una storia: Maestrale

di Gabriele Ferrando

 

A guardarlo bene gli si potrebbero dare ventiquattro anni, invece Maestrale ha compiuto cinque anni quattro giorni fa.

Ha il viso da uomo vissuto ed il corpo di chi ha scaricato migliaia e milioni di botti dalle navi.

 

Maestrale non ha mai conosciuto i genitori.

 

La madre lo partorì in riva al mare e fu talmente grande lo sforzo per farlo uscire che Maestrale schizzò fuori dalla madre ed il vento lo rapì facendolo volare per miglia e migliaia di chilometri e decine di piedi, fino ad arrivare come una meteora sulle sponde dell’isola.

Sos Raccontami una storia: Solamnia ama la lentezza

di Osnof

 

da leggere lentamente...

Solamnia non è pigra; non è una che non fa nulla, o di quelle che ciondolano dal divano alla poltrona senza una meta (cosa legittima per altri, ma a lei impossibile); e nemmeno è lenta nel capire. Le cose non le fa al rallentatore, ma lenta... naturalmente lenta. È un po' come per la lumaca; non si muove a rallentatore ma naturalmente lenta.

Sos Raccontami una storia: Mirco ama il buio

di Osnof

 

Mirko del buio
Mirko ama il buio.
Non riesce proprio a comprendere coloro che lo temono, non che li disprezzi, solo non li capisce, tanto è naturale e normale in lui questo amore.
Era stato difficile da spiegare anche ai suoi genitori, quando era piccolo, che per affetto (credendo che dicesse di amare il buio solo per nascondere una paura che lui non aveva), ogni notte gli lasciavano una luce magari piccola o poco lontana, sempre accesa, e allora a Mirko veniva l'irrefrenabile voglia di alzarsi e spegnerla; cosa che puntualmente faceva!
Che Mirko ami il buio non significava che odi la luce. Lui lo spiega così: «se ti piacciono tanto i gelati non significa che non mangi gli altri dolci».
Ecco! il giorno, la luce, per Mirko sono gli altri dolci.
La notte, il buoi, è il gelato (che come avete capito a Mirko piace moltissimo)

Maia delle Nuvole

di Alessandro

 

A Maia piacciono le nuvole

Era incredibile per lei vedere in cielo quegli strani esseri.

Per Maia le nuvole erano vive; e come pensare il contrario; si muovono, crescono, cambiano. Eppure senza ali erano lì nel cielo.

 

Sos Raccontami una storia: VOLTI

di OSNOF l'Anomalo.

 

In camera mia, mentre sistemavo il comò (che no ho mai comprato, né mi è stato regalato, né è stato rubato e tanto meno ereditato, tanto più che non ce l'ho), ho trovato nascosto in un pertugio segreto una pergamena con accanto un piccolo libretto.

Ho provato a farla vedere a qualche dotto intellettuale, che l'ha subito classificata come uno scherzo di carnevale.

I caratteri sembravano in una lingua antica fra il norreno antico e il cuneiforme sumita del tardo periodo medio basso, o tuttalpiù alto o più lasso.

Dopo attendi studi e analisi sofisticate, ho con precisione individuato del caffè le miscele usate, per antichizzare quel foglio stampato; ed ho stabilito con estrema accuratezza essere un documento senza certezza. Esso è certo scritto, ma lo dico assai cautamente, nella lingua antica e perduta dell'atlantidea gente. Avevo tra le mani, ma solo nella mia mente, ritrovato un documento in atlantideo presente. La traduzione dei glifi e dei segni che in esso erano riportati non è stata facile e m'è costata molti strani latrati. La nostra lingua (ma non meno il palato) hanno perduto la maggior parte dei suoni sul foglio indicato, ed arduo render i concetti, le alliterazioni, le rime e le assonanze come son presenti nel testo descritto e diviso in stanze. Ora ve lo riporto in una prima versione e mi scuso subito della strana traduzione.


Sos Raccontami una storia: Le Filastrocche di Giudi

Ecco il mio libro di falastrocche che le case editrici hanno snobbato,
chi se ne frega tanto adesso lavoro in un asilo e mi diverto!

Giudi

Lettera di Goblin, cugino cinese di Gob

di Alessandro Corò

 

 Gob era diverso.

 
Questo era indubitabile.
 
Lui stesso ne era sicuro.
 
Gob era sicuro di ogni suo dubbio!
 
Gob, se leggeva un libro (ammesso che vi riuscisse, e lo volesse), per lo più non lo capiva, ma non per questo avrebbe mai smesso di leggere libri, o cartelli stradali, o scritte sui muri delle città, o bigliettini d'amore sporchi di cioccolata.
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