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ambasciata in SenegalDall'ambasciatore a Dakar: Enrico Muratore
6 gennaio 2012
Ieri notte tornando a Dakar da Lisbona l'aereo intero parlava italiano, tutti senegalesi che venivano dall'Italia, per raggiungere Touba per il Magal e per restare a votare per le elezioni, immagino che vi siano altri aerei che cosi' pieni vengono per questi due appuntamenti centrali per la vita del paese. Per il resto c'erano anche parecchie piccole famiglie italo-senegalesi, insomma l'italiano vigeva nei corridoi di quell'aereo come in "Bello Onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata" anche se questi nuovi compaesani arrivano dall'Africa.
Mi ha fatto piacere vederli parlare in italiano anche tra di loro e ho avuto modo di fare una lunga chiacchierata con uno di loro. Sono cittadini del mondo e sono impegnati a fondo in quello che fanno e meritano rispetto, anche per l'impegno che mostrano nel mantenere accesa la loro cultura e l'amore per la loro patria d'origine il Senegal.
All'arrivo ho potuto constatare a che punto la polvere portata da questo stressante Harmattan sia tremenda in questo paese perchè una volta a casa sembrava che non ci avesse mai abitato nessuno tra quelle mura e invece la casa era stata lasciata da meno di un mese e che lavorone pulire questa calamità. Uscito di casa la solita miseria di Dakar e l'affanno della popolazione, e gli alto parlanti dei Baye Fall in un ambiente ventoso e teso, o almeno cosi' è sembrato a me. Fino a qui il paese mi era sembrato tutto sommato noioso come atmosfera e forse la noia non è poi cosi' da disprezzare.
7 gennaio
Come la luce sorge dalle tenebre e dalla sua trepida attesa, anche la polvere fine del deserto, mista ai granelli di cemento delle onnipresenti costruzioni di alveari vuoti di una città che deve essere stata, spero, più bella in passato, è stata debellata e il sole è tornato a splendere.
Si sente sullo sfondo della mia pigra mattinata Serge Gainsbourg cantare « Aux armes et caetera » accompagnato da Sly and Robbie, ed è piacevole. I topi hanno roso alcuni fili e non è possibile stirare la roba che l’impegno di alcune donne meritevoli ha permesso di lavare e stendere al vento della notte scorsa. Ma nell’insieme le cose sembrano tornate alla loro normalità e un senso di rilassamento collettivo puo’ infine esprimersi, in un clima di positiva operosità delle donne e degli uomini che ci circondano. Per riassumere tante cose che ci sembrano sfuggire, l’anima di ogni famiglia di umani del mondo è la donna, e dunque noi uomini dobbiamo solo vedere di farle tutte contente, per avere l'armonia e la pace. Cosa si trova infatti alla base della pace nel mondo se non l’amore puro e fertile tra gli uomini e le donne per fare crescere bambini felici in un mondo migliore ?
Per il resto a me per il momento non resta che ritirarmi senza disturbare sotto il mio albero di mango a fumare la pipa, come consigliava Georges Brassens, e da li’ sotto condurre da solo o in compagnia la mia, trepidante dicevo, meditazione spirituale, al fine di meritare la grazia della visione del futuro e su questa base decidere il prossimo da farsi, visti i tempi incerti in cui viviamo.
Intanto Dakar si svuota perchè l’esodo verso Touba è già cominciato, e il Magal è alle porte.
9 gennaio
Lasciare l'Italia per andare a vivere in Senegal, significa cadere dalla padella nella brace, o è vero il contrario?
Mentre i senegalesi ambiscono ancora all'Italia e gli italiani si chiedono perplessi come possa continuare a venire loro in mente un'idea del genere, cresce sempre di più il numero dei compaesani e compaesane che sperano, una volta recuperati i bagagli all'aeroporto, di rifarsi una vita in Senegal.
Abbondano le candidature all'espatrio pure di gente che non è mai stata in Africa e e nemmeno parla una parola di francese. Si tratta di una nuova classe sociale ben precisa, che non si riconosce ancora nelle due altre grandi categorie di italiani: i pessimisti depressi tendenti al suicidio e gli aspiranti organizzatori di operazioni kamikaze con cinturoni di esplosivo in parlamento.
Intanto, in questo mondo, esattamente sotto il sole, alcuni hanno la pancia piena, ma molti sono affamati. Una folla affamata è una folla arrabbiata. Potrà anche piovere, ma la sporcizia è incrostata.
La pentola è sul fuoco, ma non ce ne sarà per tutti.
15 gennaio
Ultime notizie da Dakar: nessuna nuova, buona nuova. Il paese attende con scarsa impazienza la settimana prossima per progressivamente accingersi ad emergere dalla dimensione sospensiva del Magal, in cui si è volenterosamente e al tempo stesso rassegnatamente abbandonato come un sol'uomo, in questi lenti giorni di festa che volgono ormai alla fine.
Lo sciopero dei taxi della prima settimana del 2012, dovuto all'aumento dei carburanti, è stato sospeso, affinchè nulla venisse ad ostacolare la realizzazione del Magal. Tutti i mezzi di trasporto del paese hanno partecipato all'esodo di un numero imprecisato (da calcolarsi in milioni) di persone verso il buon porto di Touba per celebrare la gloria di Dio Allah e del santo Serigne Touba, il cui messaggio di resistenza ispira tanti mourides in Senegal e nel mondo presso le numerose comunità senegalesi. E' per partecipare al Magal che tanti senegalesi sono venuti dall'Italia, dalla Francia, dalla Spagna, e molti di essi resteranno per votare alle elezioni presidenziali a Febbraio.
Intanto scioperano i tassisti italiani.
Ma da lunedi', gabbato lo santo, con o senza il taxi ci dovremo rimettere in marcia per affrontare meglio che potremo la vita, sperando che Dio il padre ci accordi sempre la sua protezione, e che la Dea Fortuna ci trovi in ogni momento degni di essere risparmiati. E cosi' sia.
Enrico
Dall'ambasciatore in Senegal: Enrico MuratorePresidentissima, Come da Voi richiesto ecco il rapporto sulle attività da me svolte (come sempre a mie spese vedansi richieste pregresse).
La mattina del 31 maggio la famiglia Diagne ha organizzato a casa propria una cerimonia di preghiera, ed il piccolo evento tra familiari ed amici è stato anche coperto da West Africa Democracy Radio (http://wadr.org/en/site/news_en/916/Senegal-Captain-Mbaye-Diagne-remembe...). Lo stesso giorno si è celebrata la riunione dell'Assemblea costitutiva dell'Associazione del Capitano Mbaye Diagne per la Cultura di Pace - Nekkinu Jàmm (http://www.facebook.com/pages/Association-du-Capitaine-Mbaye-Diagne-Nekk...) il cui obiettivo è di diffondere e promuovere la non-violenza in tutti i settori della vita attraverso l'azione degli artisti. Il Capitano Mbaye Diagne, Icona di Pace, sarà cantato dai migliori artisti senegalesi e del mondo.
Nel frattempo, è interessante notare come il paese più vicino ad Alcatraz nel mondo (da un punto di vista geografico), ovvero l'Italia, disponga a sua volta di una sua propria Icona di Pace, ma non la conosca e non se ne ispiri, versando invece sempre più nella barbarie, nella cattiveria e nel ridicolo. Si tratta dell'antico Console Onorario d'Italia in Rwanda, Pierantonio Costa. Pierantonio Costa salvo', con l'aiuto di sua moglie Marianne Costa e del figlio Olivier, un grande numero di persone durante il genocidio in Ruanda nel 1994. Marianne cuciva in casa con tutti i tessuti disponibili bandiere biancorossoverdi che Pierantonio e Olivier appendevano ai veicoli dei convogli, alla porta di vicini e conoscenti minacciati della più atroce delle morti. La bandiera dell'Italia nella primavera del 1994 in Ruanda ha significato la differenza tra la morte e la vita per oltre duemila persone. Il Console Onorario Costa era un importante imprenditore, con i suoi contatti e le sue risorse riusci' ad organizzare convogli per portare in salvo in Burundi migliaia di persone mettendo la propria vita in pericolo.
L'Ambasciatore a Dakar vi saluta con una canzone http://www.youtube.com/watch?v=OFGgbT_VasI
Enrico
Dispaccio urgente per la Presidenza della Libera Repubblica di Alcatraz.
L'ambasciatore a Dakar Enrico Muratore
IMPORTANTE APPELLO DELL'AMBASCIATORE IN SENEGAL ENRICO MURATORERagazzi, la nostra amica Natasha Sniatowsky sta lottando per ottenere la revisione del processo di tre persone condannate a pene pesantissime (una di esse a morte) per crimini che non hanno commesso (vedete www.freewestmemphis3.org) . Ha bisogno di aiuto. Per favore scrivete una lettera o mandate una cartolina di sostegno (http://www.freewestmemphis3.org/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=41&Itemid=55) e convincete almento un altro amico a fare la stessa cosa, e cosi' via. Firmate la petizione (http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?wm3ata). GRAZIE!
Nuove dall'ambasciatore Alcatrazziano in Senegal: Enrico.
Ciao carissimi.
Ok detto questo qui la situazione va abbastanza bene, mi sono un po' alleggerito nello spirito, ma anche nel corpo perchè mi hanno soffiato il portafoglio (i senegalesi sono mariuoli, all'amico che era con me, Presidente di peace Culture!, Monticelli Rag. Davide, gli hanno fregato la macchina fotografica e 20.000 franchi il giorno dopo) e sto per perdere il lavoro ma comunque NON TORNERO' IN ITALIA se non in vacanza (vengo infatti da fine luglio a metà agosto, potrebbe essere un'occasione per venire ad Alcatraz).
Vi mando un po' di foto del mio lavoro di rappresentanza di Alcatraz nel mondo e specificamente in Senegal.
Chiudo ricordandovi che sono ormai 26 mesi che non mi mandate lo stipendio e che non sarebbe male se poteste mandarmi 500 - 600 mila euri di acconto, per le piccole spese, che ho i creditori alle porte.
Saluti, ENRICO
*vedi articolo http://www.meltingpot.org/articolo13474.html Il funzionario in questione e' stato rimosso dall'incarico.
Dall'Ambasciatore in Senegal Enrico: Peace Culture!
Ciao cittadini! Come forse saprete, ho creato con alcuni amici un'organizzazione che si chiama Peace Culture! Abbiamo cominciato con il Kenya. Per il Rwanda l'anno scorso abbiamo tirato su una campagna durata 15 settimane sul blog di Beppe Grillo (a cui ha aderito tra gli altri anche Dario Fo) e quest'anno cerchiamo di promuovere la candidatura al premio Nobel per la Pace di Pierantonio Costa, Yolande Mukagasana e Zura Karuhimbi, tre Giusti che hanno fatto cose eccezionali durante il genocidio (Pierantonio ha salvato oltre 2.000 persone), vedi FACEBOOK. la foto dell'incontro tra Costa, Yolande e Dario Fo (che ha donato due quadri alla causa)
Tra coloro che hanno svolto ruoli eroici, ma non possono vincere il Nobel che non puo' essere conferito postumo, c'è il capitano Mbaye Diagne, che era osservatore militare delle Nazioni Unite durante il genocidio in Rwanda. Salvo' svariate centinaia di persone, fino alla morte che lo colse durante una missione di salvataggio il 31 maggio 1994 (il link su FACEBOOK o ancora la testimonianza dello scrittore Boubacar Boris Diop su Mbaye Diagne http://www.beppegrillo.it/2009/06/le_interviste_d_4/index.html). Ora Coumba Diagne, sua figlia, vuole creare la sezione senegalese di Peace Culture! per promuovere un progetto volto a fare conoscere le azioni di suo padre nel suo paese ed internazionalmente. Vogliamo partecipare? Enrico
Morto Giorgio I di SeborgaMi dispiace rovinare l'atmosfera giocosa ma in qualità di diplomatico mi vedo costretto a ricordarvi il dovere di esprimere le ufficiali condoglianze al Principato di Seborga per la perdita del Principe Giorgio I. Morto Giorgio I di Seborga: rivendicava l'indipendenza del "Principato" ligure
IMPERIA (24 novembre) - È morto oggi all'età di 73 anni Giorgio I di Seborga, al secolo Giorgio Carbone. Proclamato "principe" del borgo ligure che si trova alle spalle di Bordighera, in provincia di Imperia, nel 1964, per anni ha rivendicato l'indipendenza del "Principato" dalla Repubblica Italiana in virtù di un antico status.
Le iniziative del Principe per l'indipendenza del borgo. L'originale principe è morto nella sua abitazione del paese ligure dopo due anni di malattia: era affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica. Negli anni aveva promosso diverse iniziative legate all'indipendenza del Principato, a partire dalla realizzazione di un passaporto simbolico fino al conio di una propria moneta chiamata il Luigino di Seborga, che priva di valore legale ma utilizzata come "buono" spendibile in città. Secondo alcuni abitanti, documenti storici testimonierebbero il diritto all'indipendenza del borgo: il rivendicato statuto del paese - che si considera Stato sovrano sin dall'anno 954 d.C. e Principato dal 1079 - non è però riconosciuto da alcuno stato, né organismo internazionale, anche se a località viene considerata da alcuni storici britannici la "prima Monarchia costituzionale al mondo".
Giorgio Carbone (Giorgio I di Seborga) e il borgo dell'imperiese diventato un caso Enrico Ambasciatore Plenipotenziario a Dakar
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