ambasciata in Senegal

Dispaccio ufficiale del Più Alto Rappresentante senza portafoglio della Repubblica di Alcatraz per l'Africa, Capo Verde, Sao Tomé, Sant'Elena, Gorée, Zanzibar, Mafia e Madagascar

 


Cara Presidentessa, popolane e popolani.

 

Dalle mie parti tutto bene, sono tornato in Senegal dopo la missione natalizia in Italia, e in mia assenza mi hanno rubato il tappeto buono della sala, mi hanno spaccato una sedia di plastica (dicendomi che è caduta), mi hanno spaccato un rubinetto e lasciato l'acqua a scorrere per 22 giorni, mi hanno spaccato i bicchieri, non hanno tolto la polvere, non hanno dato da mangiare ai gatti, che pero' non sono tutti morti. Anche i topi sono tutti vivi. Hanno pure lasciato le luci accese tutto il tempo ed ho ricevuto una bolletta incredibile da pagare. 
 
Per questo ora, in questi gravi momenti per la Nazione, nella mia qualità ufficiale di Più Alto Rappresentante Alcatrazziano per l'Africa (e Ambasciatore a Dakar), non posso sottrarmi al dovere patrio di ricordarvi i miei precedenti solleciti di mensualità arretrate et rimborsi pregressi, e nel contempo di darvi la mia opinione sullo stato dei rapporti con il nostro accerchiante vicino Stato e Popolo Italiano visti i recenti avvenimenti politico-elettorali.
 
Su Beppe Grillo per cominciare che dire, al di là dell'eccezionalità del lavoro fatto da quest'uomo e dal suo gruppo più prossimo, certo qualcosa è già cambiato nel paese. 
 
Ormai siamo arrivati alle scelte fondamentali sul futuro dell'Italia (e del mondo perchè ormai siamo il primo grande banco di prova globale, dopo l'Islanda che ha mostrato il proprio esempio alternativo, in these tribulation times). Sono tempi duri perchè stiamo passando con tutti gli sconvolgimenti del caso da un mondo di stati, organizzazioni, istituzioni ed enti ad un mondo di individui e, speriamo, di cittadini. 
 
C'è dunque finalmente da aiutare l'Italia a fare gli Italiani. Noi Alcatrazziani possiamo dare un contributo, mostrando per cominciare come si fa a diventare Alcatrazziani (basta non avere un soldo).
 
Sono tempi nei quali ognuno dovrà essere capace di grande iniziativa personale - ma con un intento sociale, fare stare bene tutti intorno a noi. Gli ultimi anni sono stati il trionfo dell'imprenditoria in politica: il nefasto e comunque morente (non fosse che per età anagrafica) Berlusconismo televisivo dei soldi (rappresentativo di un vasto malcostume italiano e comunque imitato nel mondo intero) prima, ed ora, anche se in maniera ben diversa, low-cost e propositiva, mobilizzatrice, civica e sociale,  il "Grillismo", se cosi' mi posso esprimere per semplificare, che è anch'esso a ben vedere una nuova forma di imprenditoria politico-sociale, partecipativa (e che lo resterà, ci auguriamo), e che non è solo internet e blog, ma anche una realtà fisica organizzata sul territorio (ed è qui che si trova, al di là del grillismo, il M5S, nel territorio, e anche da noi nelle circoscrizioni estere, che hanno fruttato quella percentuale di voti che è valsa il primo posto del M5S alla Camera), con una capacità di mettere in un giorno milioni di persone per strada in tutte le piazze delle città del paese (e al di là del paese, vedi un po' te) che è davvero impressionante e metodologicamente esemplare. 
 
L'Italia s'è desta??????
 
Le premesse sono a priori buone, finalmente si puo' parlare, oltre che di spread, anche di sviluppo sostenibile, di protezione della cultura e dell'ambiente, di stato sociale, di rilancio morale. Ora tutto dipenderà dalla attuazione partecipata del programma, pur nel contesto di incertezza e di interessi contrapposti presenti nel paese, e con le complessità infinite che già conosciamo...
 
Che cosa ne verrà fuori? E' presto per dirlo. Pero' è certo che se davvero si voleva il cambiamento, beh ora qualcosa è davvero cambiato!
 
Ora sta a tutti noi Italiani ed Alcatrazziani, in patria o all'estero, essere degni cittadini di questo mondo e non profughi allo sbando, essere ognuno di noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, ed essere vigili ed esaminare diariamente lo stato della nostra coscienza, e scegliere non tanto da che parte stare, ma che idea di futuro portare avanti, con chi la condivida con noi.
 
Fatto a Dakar li 28 febbraio 2013.
 
S.E. Enrico
ovvero il
Più Alto Rappresentante senza portafoglio della Repubblica di Alcatraz per l'Africa, Capo Verde, Sao Tomé, Sant'Elena, Gorée, Zanzibar, Mafia e e Madagascar
 
A proposito vi mando anche una foto recente di me indefessamente al lavoro che mostra come, anche se i tempi sono difficili, io qui non ho perso la testa, ce l'ho solidamente a fianco del collo.

 

Appello urgente dell'Ambasciatore a Dakar nonchè Ministro della Sdifesa: Enrico Muratore

 

Pregiatissima Cav. Comm. Eccellenza la Presidentissima di Alcatraz, e consiglieri comunali tutti,
 
veniamo noi con questa mia addirvi una parola che scusate se sono poche ma quattro milioni sette cento mila euri di debiti pregressi rendono le mie funzioni di rappresentanza in loco impossibili di fronte all’assedio di creditori ed esattori, mendicanti e scrocconi, testimoni di Geova e venditori ambulanti, anche perchè ci hanno ormai tagliato pure la luce (scrivo da un bar) e l’acqua (bevo vino in pacchetto), senza dimenticare che il traffico di visti è fallito perchè Alcatraz è un enclave senza uno straccio di aeroporto e nessuno ci vuole emigrare, e abbiamo anche provato a vendere rifiuti compresi rifiuti tossici (batterie usate della Ford Escort) ma allo stato attuale delle cose il mercato locale è già saturo di gente che gratta nei cassonetti e nelle discariche e non c’è più un cane che mi fa credito.
 
Pertanto, al fine di motivarvi ed incentivarvi maggiormente ad assumere le vostre responsabilità rivoluzionarie e solidali verso i paesi in via di sviluppo e soprattutto le necessità dei vostri ambasciatori in loco (tanto più quando tengono doppia famiglia, genitori e nonni e suoceri ancora tutti viventi e a carico, mutuo della casa, mutuo della seconda casa costruita direttamente sulla spiaggia, mutuo del SUV, mutuo dei SUV delle due famiglie, conto di quattordici mesi da pagare alla società di noleggio per le smart prestate a un paio di amiche, regalo a Renzuccio mio che fa 10 anni a agosto e ci compro un SUVa credito anche a lui, mutuo dei maxischermi al plasma, mutuo della laurea comprata in Gambia, avvocato, fiscalista, psicanalista, preparatore fisico, igienista dentale, idraulico, biglietti aerei e hotel vari da pagare, mance da distribuire, voti da comprare), e vista :
 
-          la Costituzione consuetudinaria sul modello inglese della Repubblica di Alcatraz (principi generali del diritto alcatrazziano « A communi observantia non est recedendum »; « Abusus non tollit usum » ; « Adtemptata pudicitia »; e soprattutto « In illiquidis non fit mora » nonchè « Inadimplenti non est adimplendum”);
 
-          la legge ministeriale (Min. Sdifesa e Disinvasione/ Stappamento di paesi terzi e barbari, Gazzetta Ufficiale dell’allora Regno di Alcatraz, serie 1842 volume 12 pp. 32011 a 16892, quarto paragrafo) n. 138265 del 17 dicembre 1842, capitolo XXXIV, articoli 78 a 293, comma 2 ;
 
-          il regio decreto dittatoriale applicativo « Emolumenti e prebende agli ambasciatori e parentela e amanti » n. 89752300058 del 18 dicembre 1842, titolo IX, capitoli VI a XI, articoli 399 a 1208, comma primo ;
 
-          la legge paleo-cardinalizia « Immunità scontata per concussione estorsione diserzione alto tradimento traffici con valigette abigeato atti osceni dita nel naso scoregge rutti sputi bestemmioni » del Codice canonico dell’abbazia Alcatraziana di Casa del Diavolo AD MDCLXXII, articoli XII a MMDCCCLXXXI, paragrafo secondo, comma LXVII;
 
-          e la circolare interna n. 9852147536/bis dell’Ambasciata adottata in data odierna 19 luglio 2012, precisando l’ammontare dei compensi dell’ambasciatore a tutt’oggi (considerati arretrati ed interessi) alla modica cifra di 9 milioni 203.097 euri più un vitalizio per le spose e per i figli e per genitori fratelli suoceri e parenti fino al terzo grado di 8.500 euri/ mese, effettivo in data odierna, reversibile in caso di decesso fino ai parenti di 24o grado) ;
 
Dichiaro che se entro due mesi non ci fate sto bonifico, per il momento mi limito allo « stato provvisorio d’indipendenza del futuro Libero Impero di Reubeuss», ma dopo finiro’ che m’incazzo davvero e lo faccio sul serio l’Impero Indipendente di Rebeuss (prigione dove qui sbattono insolventi e delinquenti senza un soldo vari), e se venite a Dakar all’hotel dovrete andare e non certo a casa mia, perchè MI HANNO SFRATTATO PER COLPA VOSTRA maledetti no-global che non siete altro!!!
 
Intanto sto già preparandomi per la cerimonia d’indipendenza (vedete foto e notate lo scettro imperiale). 
 
Ma se mandate anche un primo acconto di sei-settecentomila euri in biglietti di piccolo taglio vi perdono e la crisi puo’ ancora rientrare, ma non tirate troppo la corda ok ?
 
Con i miei più deferenti omaggi
 
Enrico
(Sua Eccellenzissima l’Ambasciatore provvisorio plenipotenziario della Libera Repubblica di Alcatraz a Dakar)

Dall'ambasciatore a Dakar: Enrico Muratore

 

6 gennaio 2012
Ieri notte tornando a Dakar da Lisbona l'aereo intero parlava italiano, tutti senegalesi che venivano dall'Italia, per raggiungere Touba per il Magal e per restare a votare per le elezioni, immagino che vi siano altri aerei che cosi' pieni vengono per questi due appuntamenti centrali per la vita del paese. Per il resto c'erano anche parecchie piccole famiglie italo-senegalesi, insomma l'italiano vigeva nei corridoi di quell'aereo come in "Bello Onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata" anche se questi nuovi compaesani arrivano dall'Africa.
Mi ha fatto piacere vederli parlare in italiano anche tra di loro e ho avuto modo di fare una lunga chiacchierata con uno di loro. Sono cittadini del mondo e sono impegnati a fondo in quello che fanno e meritano rispetto, anche per l'impegno che mostrano nel mantenere accesa la loro cultura e l'amore per la loro patria d'origine il Senegal.
All'arrivo ho potuto constatare a che punto la polvere portata da questo stressante Harmattan sia tremenda in questo paese perchè una volta a casa sembrava che non ci avesse mai abitato nessuno tra quelle mura e invece la casa era stata lasciata da meno di un mese e che lavorone pulire questa calamità. Uscito di casa la solita miseria di Dakar e l'affanno della popolazione, e gli alto parlanti dei Baye Fall in un ambiente ventoso e teso, o almeno cosi' è sembrato a me. Fino a qui il paese mi era sembrato tutto sommato noioso come atmosfera e forse la noia non è poi cosi' da disprezzare.
 
 
 
7 gennaio 
Come la luce sorge dalle tenebre e dalla sua trepida attesa, anche la polvere fine del deserto, mista ai granelli di cemento delle onnipresenti costruzioni di alveari vuoti di una città che deve essere stata, spero, più bella in passato, è stata debellata e il sole è tornato a splendere. 
Si sente sullo sfondo della mia pigra mattinata Serge Gainsbourg cantare « Aux armes et caetera » accompagnato da Sly and Robbie, ed è piacevole. I topi hanno roso alcuni fili e non è possibile stirare la roba che l’impegno di alcune donne meritevoli ha permesso di lavare e stendere al vento della notte scorsa. Ma nell’insieme le cose sembrano tornate alla loro normalità e un senso di rilassamento collettivo puo’ infine esprimersi, in un clima di positiva operosità delle donne e degli uomini che ci circondano. Per riassumere tante cose che ci sembrano sfuggire, l’anima di ogni famiglia di umani del mondo è la donna, e dunque noi uomini dobbiamo solo vedere di farle tutte contente, per avere l'armonia e la pace. Cosa si trova infatti alla base della pace nel mondo se non l’amore puro e fertile tra gli uomini e le donne per fare crescere bambini felici in un mondo migliore ? 
Per il resto a me per il momento non resta che ritirarmi senza disturbare sotto il mio albero di mango a fumare la pipa, come consigliava Georges Brassens, e da li’ sotto condurre da solo o in compagnia la mia, trepidante dicevo, meditazione spirituale, al fine di meritare la grazia della visione del futuro e su questa base decidere il prossimo da farsi, visti i tempi incerti in cui viviamo. 
Intanto Dakar si svuota perchè l’esodo verso Touba è già cominciato, e il Magal è alle porte.
 
 
9 gennaio 
Lasciare l'Italia per andare a vivere in Senegal, significa cadere dalla padella nella brace, o è vero il contrario?
Mentre i senegalesi ambiscono ancora all'Italia e gli italiani si chiedono perplessi come possa continuare a venire loro in mente un'idea del genere, cresce sempre di più il numero dei compaesani e compaesane che sperano, una volta recuperati i bagagli all'aeroporto, di rifarsi una vita in Senegal.
Abbondano le candidature all'espatrio pure di gente che non è mai stata in Africa e e nemmeno parla una parola di francese. Si tratta di una nuova classe sociale ben precisa, che non si riconosce ancora nelle due altre grandi categorie di italiani: i pessimisti depressi tendenti al suicidio e gli aspiranti organizzatori di operazioni kamikaze con cinturoni di esplosivo in parlamento.
Intanto, in questo mondo, esattamente sotto il sole, alcuni hanno la pancia piena, ma molti sono affamati. Una folla affamata è una folla arrabbiata. Potrà anche piovere, ma la sporcizia è incrostata.
La pentola è sul fuoco, ma non ce ne sarà per tutti.
 
15 gennaio 
Ultime notizie da Dakar: nessuna nuova, buona nuova. Il paese attende con scarsa impazienza la settimana prossima per progressivamente accingersi ad emergere dalla dimensione sospensiva del Magal, in cui si è volenterosamente e al tempo stesso rassegnatamente abbandonato come un sol'uomo, in questi lenti giorni di festa che volgono ormai alla fine. 
Lo sciopero dei taxi della prima settimana del 2012, dovuto all'aumento dei carburanti, è stato sospeso, affinchè nulla venisse ad ostacolare la realizzazione del Magal. Tutti i mezzi di trasporto del paese hanno partecipato all'esodo di un numero imprecisato (da calcolarsi in milioni) di persone verso il buon porto di Touba per celebrare la gloria di Dio Allah e del santo Serigne Touba, il cui messaggio di resistenza ispira tanti mourides in Senegal e nel mondo presso le numerose comunità senegalesi. E' per partecipare al Magal che tanti senegalesi sono venuti dall'Italia, dalla Francia, dalla Spagna, e molti di essi resteranno per votare alle elezioni presidenziali a Febbraio. 
Intanto scioperano i tassisti italiani.
Ma da lunedi', gabbato lo santo, con o senza il taxi ci dovremo rimettere in marcia per affrontare meglio che potremo la vita, sperando che Dio il padre ci accordi sempre la sua protezione, e che la Dea Fortuna ci trovi in ogni momento degni di essere risparmiati. E cosi' sia.
 
Enrico

Dall'ambasciatore in Senegal: Enrico Muratore

Presidentissima,

Come da Voi richiesto ecco il rapporto sulle attività da me svolte (come sempre a mie spese vedansi richieste pregresse).

Il 6 aprile 2011, per inciso diciassettesimo anniversario del genocidio ruandese, Sua Eccellenza l'Ambasciatore della Libera Repubblica di Alcatraz in Senegal ha partecipato alla cerimonia organizzata a Dakar dalla sua collega e omologa degli Stati Uniti d'America. La cerimonia in Senegal era parte di una cerimonia più vasta voluta dal Segretario di Stato USA Signora Hillary Clinton per celebrare il sessantesimo anniversario dell'adozione della Convenzione sui rifugiati insieme all'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati. A questo fine, era stato deciso di conferire riconoscimenti ufficiali al coraggio ed all'altruismo di alcune persone giuste che hanno agito nel quadro della guerra e del genocidio per salvare l'umanità. Per questo motivo la Signora Clinton da Washington era in teleconferenza con Sarajevo, Kigali e Dakar. A Dakar, di fronte alla famiglia al completo, al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e ad alti ufficiali, civili e diplomatici come il vostro Ambasciatore Plenipotenziario a Dakar, Hillary Clinton premiava il Capitano Mbaye Diagne per il dono che fece di sè stesso per salvare uomini, donne e bambini dallo sterminio del genocidio (http://dakar.usembassy.gov/rescue_refuge.html). Il Capitano Mbaye Diagne era un uomo simpatico, aperto, generoso, noi amiamo tutti il Capitano Mbaye Diagne. Lo scrittore senegalese Boubakar Boris Diop ne parla sul blog di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/2009/06/le_interviste_d_4/index.html). 

 

La mattina del 31 maggio la famiglia Diagne ha organizzato a casa propria una cerimonia di preghiera, ed il piccolo 

evento tra familiari ed amici è stato anche  coperto da West Africa Democracy Radio (http://wadr.org/en/site/news_en/916/Senegal-Captain-Mbaye-Diagne-remembe...).

 Lo stesso giorno si è celebrata la riunione dell'Assemblea costitutiva dell'Associazione del Capitano Mbaye Diagne per la Cultura di Pace - Nekkinu Jàmm (http://www.facebook.com/pages/Association-du-Capitaine-Mbaye-Diagne-Nekk...) il cui obiettivo è di diffondere e promuovere la non-violenza in tutti i settori della vita attraverso l'azione degli artisti. Il Capitano Mbaye Diagne, Icona di Pace, sarà cantato dai migliori artisti senegalesi e del mondo.

 

Nel frattempo, è interessante notare come il paese più vicino ad Alcatraz nel mondo (da un punto di vista geografico), ovvero l'Italia, disponga a sua volta di una sua propria Icona di Pace, ma non la conosca e non se ne ispiri, versando invece sempre più nella barbarie, nella cattiveria e nel ridicolo. Si tratta dell'antico Console Onorario d'Italia in Rwanda, Pierantonio Costa. Pierantonio Costa salvo', con l'aiuto di sua moglie Marianne Costa e del figlio Olivier, un grande numero di persone durante il genocidio in Ruanda nel 1994. Marianne cuciva in casa con tutti i tessuti disponibili bandiere biancorossoverdi che Pierantonio e Olivier appendevano ai veicoli dei convogli, alla porta di vicini e conoscenti minacciati della più atroce delle morti. La bandiera dell'Italia nella primavera del 1994 in Ruanda ha significato la differenza tra la morte e la vita per oltre duemila persone. Il Console Onorario Costa era un importante imprenditore, con i suoi contatti e le sue risorse riusci' ad organizzare convogli per portare in salvo in Burundi migliaia di persone mettendo la propria vita in pericolo. Nel suo ultimo viaggio trasporto' in salvo 375 bambini da un orfanotrofio gestito da padri italiani. Pierantonio Costa rimane pressochè sconosciuto in Italia, benchè Dario Fo lo abbia ricevuto nella sua casa di Milano fin dal maggio 2009, sempre in presenza dell'Ambasciatore di Alcatraz a Dakar in quell'occasione facente le funzioni del Console di Alcatraz a Milano per potere presentare a Dario Fo un collega cosi' illustre, in compagnia della scrittrice ruandese sopravvissuta al genocidio Yolande Mukagasana. Pierantonio si esprime cosi' sul Blog di Beppe Grillo nel 2009: http://www.youtube.com/watch?v=z0IJDoUuhI8. 

 

L'Ambasciatore a Dakar vi saluta con una canzone http://www.youtube.com/watch?v=OFGgbT_VasI

 

Enrico

Dispaccio urgente per la Presidenza della Libera Repubblica di Alcatraz.

In seguito al protratto mancato pagamento di una serie considerevole di fatture, ingiunzioni e cambiali, l'Ambasciatore della Libera Repubblica di Alcatraz in Senegal è stato rintracciato dai creditori che l'hanno reso vittima di un grave incidente diplomatico con prognosi di giorni 20 (vedere foto). Si richiede pertanto di utilizzare il surplus energetico della Repubblica per finanziare le modiche spesucce di rappresentanza dell'Ambasciatore, ammontanti a un paio di milioni di euri salvo interessi, come già richiesto in tutti i precedenti dispacci. Si segnala la massima urgenza della richiesta poichè la controparte nazionale ha promesso di tornare ad occuparsi dell'altra gamba in caso di mancato pagamento entro giorni 7, il che rischia di compromettere definitivamente le già fragili relazioni bilaterali.

 

L'ambasciatore a Dakar

Enrico Muratore

 

IMPORTANTE APPELLO DELL'AMBASCIATORE IN SENEGAL ENRICO MURATORE

 Ragazzi, la nostra amica Natasha Sniatowsky sta lottando per ottenere la revisione del processo di tre persone condannate a pene pesantissime (una di esse a morte) per crimini che non hanno commesso (vedete www.freewestmemphis3.org) . Ha bisogno di aiuto. Per favore scrivete una lettera o mandate una cartolina di sostegno  (http://www.freewestmemphis3.org/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=41&Itemid=55) e convincete almento un altro amico a fare la stessa cosa, e cosi' via. Firmate la petizione (http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?wm3ata). GRAZIE!

Nuove dall'ambasciatore Alcatrazziano in Senegal: Enrico.

 

Ciao carissimi. 

E' arrivato il primo carico di 5000 senegalesi per Alcatraz? Ho messo su un fiorente commercio di visti, un po' come faceva l'ambasciata d'Italia, solo che io li vendo a metà prezzo (solo 2500 euri l'uno, un affarone*). Preparate le tende, i pentoloni per il Thieboudien (comprate il riso) e i cessi da campo!

 

 

Ok detto questo qui la situazione va abbastanza bene, mi sono un po' alleggerito nello spirito, ma anche nel corpo perchè mi hanno soffiato il portafoglio (i senegalesi sono mariuoli, all'amico che era con me, Presidente di peace Culture!, Monticelli Rag. Davide, gli hanno fregato la macchina fotografica e 20.000 franchi il giorno dopo) e sto per perdere il lavoro ma comunque NON TORNERO' IN ITALIA se non in vacanza (vengo infatti da fine luglio a metà agosto, potrebbe essere un'occasione per venire ad Alcatraz).

 

Vi mando un po' di foto del mio lavoro di rappresentanza di Alcatraz nel mondo e specificamente in Senegal.

 

Chiudo ricordandovi che sono ormai 26 mesi che non mi mandate lo stipendio e che non sarebbe male se poteste mandarmi 500 - 600 mila euri di acconto, per le piccole spese, che ho i creditori alle porte.

 

Saluti,

ENRICO

 

*vedi articolo http://www.meltingpot.org/articolo13474.html Il funzionario in questione e' stato rimosso dall'incarico.

 

 

Dall'Ambasciatore in Senegal Enrico: Peace Culture!

 

PEACE CULTURE!

 

Ciao cittadini!

Come forse saprete, ho creato con alcuni amici un'organizzazione che si chiama Peace Culture! Abbiamo cominciato con il Kenya. Per il Rwanda l'anno scorso abbiamo tirato su una campagna durata 15 settimane sul blog di Beppe Grillo (a cui ha aderito tra gli altri anche Dario Fo) e quest'anno cerchiamo di promuovere la candidatura al premio Nobel per la Pace di Pierantonio Costa, Yolande Mukagasana e Zura Karuhimbi, tre Giusti che hanno fatto cose eccezionali durante il genocidio (Pierantonio ha salvato oltre 2.000 persone), vedi FACEBOOK.

la foto dell'incontro tra Costa, Yolande e Dario Fo (che ha donato due quadri alla causa)

 

 

Tra coloro che hanno svolto ruoli eroici, ma non possono vincere il Nobel che non puo' essere conferito postumo, c'è il capitano Mbaye Diagne, che era osservatore militare delle Nazioni Unite durante il genocidio in Rwanda. Salvo' svariate centinaia di persone, fino alla morte che lo colse durante una missione di salvataggio il 31 maggio 1994 (il link su FACEBOOK o ancora la testimonianza dello scrittore Boubacar Boris Diop su Mbaye Diagne http://www.beppegrillo.it/2009/06/le_interviste_d_4/index.html). Ora Coumba Diagne, sua figlia, vuole creare la sezione senegalese di Peace Culture! per promuovere un progetto volto a fare conoscere le azioni di suo padre nel suo paese ed internazionalmente. 

Vogliamo partecipare?

Enrico

 

Morto Giorgio I di Seborga

Mi dispiace rovinare l'atmosfera giocosa ma in qualità di diplomatico mi vedo costretto a ricordarvi il dovere di esprimere le ufficiali condoglianze al Principato di Seborga per la perdita del Principe Giorgio I.

 

Morto Giorgio I di Seborga: rivendicava l'indipendenza del "Principato" ligure

 

IMPERIA (24 novembre) - È morto oggi all'età di 73 anni Giorgio I di Seborga, al secolo Giorgio Carbone. Proclamato "principe" del borgo ligure che si trova alle spalle di Bordighera, in provincia di Imperia, nel 1964, per anni ha rivendicato l'indipendenza del "Principato" dalla Repubblica Italiana in virtù di un antico status.
 

Le iniziative del Principe per l'indipendenza del borgo. L'originale principe è morto nella sua abitazione del paese ligure dopo due anni di malattia: era affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica. Negli anni aveva promosso diverse iniziative legate all'indipendenza del Principato, a partire dalla realizzazione di un passaporto simbolico fino al conio di una propria moneta chiamata il Luigino di Seborga, che priva di valore legale ma utilizzata come "buono" spendibile in città.

Secondo alcuni abitanti, documenti storici testimonierebbero il diritto all'indipendenza del borgo: il rivendicato statuto del paese - che si considera Stato sovrano sin dall'anno 954 d.C. e Principato dal 1079 - non è però riconosciuto da alcuno stato, né organismo internazionale, anche se a località viene considerata da alcuni storici britannici la "prima Monarchia costituzionale al mondo".

 

Giorgio Carbone (Giorgio I di Seborga) e il borgo dell'imperiese diventato un caso

 

Enrico Ambasciatore Plenipotenziario a Dakar