Seminario di teatro di Dario Fo e Franca Rame

Nella settimana passata, Alcatraz si è vista in stato d’allarme da creatività torrenziale. I giorni sono volati in un attimo a rincorrere più di 100 attori teatrali che vogliono salvare il mondo.
Nonostante l’indiscussa eccellenza degli insegnanti, tutti i presenti sono rimasti nuovamente stupiti dalla freschezza, la forza e la nobiltà d’intenti che può animare gli esseri umani.
Pare che tutti partecipanti, rientrando a casa, si siano presi oneri bizzarri e salvifici. Molti hanno portato la nonna a spasso, alcuni hanno pulito l’acqua del Tevere con i colini, certuni hanno spedito tutto il petrolio e i petrolieri su marte, talaltri hanno convinto i carciofi a fidarsi del prossimo ed a rendere morbide anche le foglie esterne.
Che atto generoso che è quello di seguire i propri talenti e quasi ringrazio il creativo precariato.
I corsisti hanno imparato a parlare bene, respirare, cantare e guardare nella direzione giusta, ma soprattutto hanno appreso che è bello fare le cose benissimo, non perdere tempo e che anche queste giornate autunnali sono stupende perché fanno venire voglia di migliorarle.
Sempre più spesso il tempo passato ad Alcatraz tende a diventare un amuleto magico.

Sos raccontami una storia! Patrizia Cantatore

 

Di seguito il generoso testo della cittadina Patrizia!

"Reviviscenza de contessa Matilda: de la stirpe de l’Attoni, regina d’Itaja." - Se tornasse...

In spirto tornata pe’ scorno e turbamento de l’anima sua, doppo che lo tanfo itajano giunto a le sue nari, risveja lo rischio de tornà a li tempi de le scomuniche papali e le persecuzioni imperiali
E che succede mai in dentro a sto paese de baluchi?
Me ne so ita mill’anni addietro e dècco le cose nun cangiano?
Passai le mejora anni de la joventute a cavalcà pe terre co’ lo scudo de la croce forgiato in su lo petto.
Me so’ tenuta virgine a cospetto de l’omini e de la chiesa, guerresca e indomita devanti a li nimici de Cristo.
E tutto sto sacrificio? Beneficio nun mostra d’essè servito a quelque ragione.
Li tempi nostri fussero chiamati Medioevo. Taluni l’hanno millantato Alto, altri mistificato ne le pagine de l’istoria de cuista penisola bella, dipignennolo: rustico, barbaro e infame.
Pur’io che fui contessa e d’Itaja regina pe’ nomina ‘mperiale e riconoscimento curiale, mai vidi tanto scempio e tanto lasso ne le membra de la chiesa e de l’impero.
Svejata de lo lungo sonno, sturbata de le grida d’ogni parte, qua sto: stronata de lo piedistallo, l’ossa atterrite pe lo biasimo.
Financo intro a la cappilla de Petro certuni presbiti favellano rompennome lo capo co’ le strida: “Isso, isso que j’èra cussi franco e curajoso cavajero de la sacra cruce…. pure isso sanza verecundia, la culpa j’è de certune diabolesse satanasse, lo stregorno et Ermes tramutorno ne lo nimico Baal ! Li guai a carriole….e nuje c’a lui fidammo lo governo de la barca pe’ raggione nostra… Preci non bastorno quale remedio…. Ahi le sgrazie que passorno…. Ahi como dolè lo dazio immuoto”
Caduno dimanda a qui l’ingiuria, lo scorno, a qui pellare li misfatti?
Pronto uno responne: “Illo… illo Silvanus, illo descessu de la terraglia de scrofa da lo pelo mediolanum….”
Si cuaduno financo truverà lo curajo de dimandare l’ispecie de l’opre sue, pe’ scorno liquideranno: “Tiranno e immorale! Trapassò la misura de lo costume! Credette di menar pe la culatta!”
Io domandaria: “Quale culatta? A qui face l’affrunto lo brigante? Presto li nomi!”
Decco lo scorno, pareno nomi de lo Bestiario…. Sorcinelli, Battilana, Nigro, Mora et nommi funesti de l’ultralpe…
Pe lo demonio! Cuesti presbiti repetono la jaculatoria su le disgrazzie de Santa Romana ecclesia ciascuno juorno….
Paremi sentì l’antiche lagne de l’abate che sturbava mei sante preci e bestemmianno contro lo cussuprino sanza fede, me capacitava d’esse l’unta de Cristo…l’ancella, lo spirto in carne de la sposa celeste….lo capo me dòle comme a lo tiempo d’Enrico….Ahi, si nun avessi inteso, si avissi pinzato a lo erede de la casa Attone…
Meschina me…si avissi parturito lo fijo che me puteva liberà de lo monaco, de lo cussuprino mperature e de lo Papa alliato!
Stolta fui, ancella e cavaliera. Dispensavio pietatis e justitia, fignenno de nun canuscere quali e quanti concupini e fructi adulterini affollorno dentro e fora conventi e sacristie.
Fecimi “gatta di Masino”… finii “imago de virtù viva sprezzata” e dimani “…lodata estinta”.
Lo generoso abate tutto fece par inducere l’anima mia scraziata all’asservimento de lo piano grannioso de la Curia: Reforma!
Nulla fu reformato, nulla s’è cangiato…. presto j’era, p’addivenire a lo monno illo Francisco ch’a putato la pianta lassando, ahimè, mala radice.
Femmina paurusa e superstitiosa ero, e ne’ la minte lo fine parea grandioso: esse ricurdata pe’ la nobilanza e la nubilanza a la causa de Cristo e de lo feudo d’Itaja.
Lo vero è che schiava fui de lo “papa”,  de lo “re” e de la credenza, a lo tiempo che le femmine j’erano schiave sì, ma d’un sol omo: lo pater o lo marido.
Pare però che de li tempi de lo smacco ne lo castello mio, papi e marioli nen cagneno mosse e strategie....
Lunes fajo lo patto co’ l’imperatore, martes negozio cu lo Guiscardo d’Aragona, miercoles rumpo lo patto de lunes, jovis appello l’Angioino.
Financo  tirà a dominica chi vajo pescanno?
Le parune de lo castello de Canossa, quillo feudo de l’Attoni vòto de poco de lo signure.
Viduva e orfani, frali e divoti.  Eccuista viduva, primma stàggio de lo cugnato, poi in isposa a lo tiranno; l’atra a guisa a lo storpio promessa.
L’imberbe éredo, a la fine corrutto, lassa lo campo estinto, abbandonato.
Misero.. su l’altari le ancelle de l’infamia accordata, precettano l’anima sua.
Nomerose le grazie concesse a li conventi: seguita la fija doppo la mater.
Cieca fidùcia de l’umane virtù….
Potere e pecunia!
Ori e onori! Potere de lo soldo e de lo core.
Brama de dominio su le cervella sciancate de lo popolo ch’a da esse affamato pe’ sta pecoroni nell’attesa de l’assoluzione…in bona salute pe’ la quietanza de le gabelle.
Dipoi tant’anni, fussi convinta: a lo re nun disputar ricchizza opulenta o lo patibulo saria la ricompensa.
Pe lo papa e li clerici, puvertà è letizia. Qualis premium gaudioso, onne potessiro spacciar indurjenze e…
Conzolasse l’anima d’esse a lo monno pe lo gaudio de lo popolo et unicus mizzo d’avantaggio pe’ la transizione e l’assoluzione. 
Povro lo munno! E vui? Vui nun v’arisparmiate!
Pure la casta de cotali “jurnalisti” contennono a li frati lo scettro de scellerati e de seminaturi de zinzania.
A nui basteveno papi e imperaturi pe tribolà e a vui nen basteno.
Eccuisti parono cummercianti de scomuniche, vinnuti a quisto e a cuello…. presso più a la ver-gògna 
medievale che a la justizia popolare. Tanto più ce pensaria pure lo papa, dipoi, a menar lo colpo fatale. 
Cussì come à lo tiempo d’Arrigo e oltre a onne seculo. 
Lo novo parune lo tireranno dintro a la scomunica?
Scisma od revoluzione? Se preparia la nova discregazione?
Tacère ultra nen posso… scenno de cuisto piedistallo l’Itaja genitrice appella.
Justo lo tiempo de vidère si posse cangiar confusione in concordia.
 
Testo creato da Patrizia Cantatore (2012)

 

 

25 luglio 2012: 3 anni d’indipendenza! ANNIVERSARIO DELL’INDIPENDENZA DELLA LIBERA REPUBBLICA DI ALCATRAZ

 

FantastiCittadini!
Vuoi mettere svegliarsi la mattina da tre anni e sapere di essere liberi di… di… di che?
Ditecelo voi! Cos’è per voi essere cittadini alcatraziani? Cos’è cambiato? In occasione del 3° anniversario della fondazione della libera repubblica di Alcatraz faremo una bella parata online! Ma bella davvero! Visto che la cittadinanza alcatraziana è sparsa per il mondo come una folata di zucchero a velo vorremmo partecipassero tutti! Mandateci una foto mentre indossate e fate qualcosa di alcatrazziano: una torta, una smorfia, uno scherzo una rivoluzione!
Mandate le vostre foto a infochiocciolarepubblicadialcatraz.com

Appello urgente dell'Ambasciatore a Dakar nonchè Ministro della Sdifesa: Enrico Muratore

 

Pregiatissima Cav. Comm. Eccellenza la Presidentissima di Alcatraz, e consiglieri comunali tutti,
 
veniamo noi con questa mia addirvi una parola che scusate se sono poche ma quattro milioni sette cento mila euri di debiti pregressi rendono le mie funzioni di rappresentanza in loco impossibili di fronte all’assedio di creditori ed esattori, mendicanti e scrocconi, testimoni di Geova e venditori ambulanti, anche perchè ci hanno ormai tagliato pure la luce (scrivo da un bar) e l’acqua (bevo vino in pacchetto), senza dimenticare che il traffico di visti è fallito perchè Alcatraz è un enclave senza uno straccio di aeroporto e nessuno ci vuole emigrare, e abbiamo anche provato a vendere rifiuti compresi rifiuti tossici (batterie usate della Ford Escort) ma allo stato attuale delle cose il mercato locale è già saturo di gente che gratta nei cassonetti e nelle discariche e non c’è più un cane che mi fa credito.
 
Pertanto, al fine di motivarvi ed incentivarvi maggiormente ad assumere le vostre responsabilità rivoluzionarie e solidali verso i paesi in via di sviluppo e soprattutto le necessità dei vostri ambasciatori in loco (tanto più quando tengono doppia famiglia, genitori e nonni e suoceri ancora tutti viventi e a carico, mutuo della casa, mutuo della seconda casa costruita direttamente sulla spiaggia, mutuo del SUV, mutuo dei SUV delle due famiglie, conto di quattordici mesi da pagare alla società di noleggio per le smart prestate a un paio di amiche, regalo a Renzuccio mio che fa 10 anni a agosto e ci compro un SUVa credito anche a lui, mutuo dei maxischermi al plasma, mutuo della laurea comprata in Gambia, avvocato, fiscalista, psicanalista, preparatore fisico, igienista dentale, idraulico, biglietti aerei e hotel vari da pagare, mance da distribuire, voti da comprare), e vista :
 
-          la Costituzione consuetudinaria sul modello inglese della Repubblica di Alcatraz (principi generali del diritto alcatrazziano « A communi observantia non est recedendum »; « Abusus non tollit usum » ; « Adtemptata pudicitia »; e soprattutto « In illiquidis non fit mora » nonchè « Inadimplenti non est adimplendum”);
 
-          la legge ministeriale (Min. Sdifesa e Disinvasione/ Stappamento di paesi terzi e barbari, Gazzetta Ufficiale dell’allora Regno di Alcatraz, serie 1842 volume 12 pp. 32011 a 16892, quarto paragrafo) n. 138265 del 17 dicembre 1842, capitolo XXXIV, articoli 78 a 293, comma 2 ;
 
-          il regio decreto dittatoriale applicativo « Emolumenti e prebende agli ambasciatori e parentela e amanti » n. 89752300058 del 18 dicembre 1842, titolo IX, capitoli VI a XI, articoli 399 a 1208, comma primo ;
 
-          la legge paleo-cardinalizia « Immunità scontata per concussione estorsione diserzione alto tradimento traffici con valigette abigeato atti osceni dita nel naso scoregge rutti sputi bestemmioni » del Codice canonico dell’abbazia Alcatraziana di Casa del Diavolo AD MDCLXXII, articoli XII a MMDCCCLXXXI, paragrafo secondo, comma LXVII;
 
-          e la circolare interna n. 9852147536/bis dell’Ambasciata adottata in data odierna 19 luglio 2012, precisando l’ammontare dei compensi dell’ambasciatore a tutt’oggi (considerati arretrati ed interessi) alla modica cifra di 9 milioni 203.097 euri più un vitalizio per le spose e per i figli e per genitori fratelli suoceri e parenti fino al terzo grado di 8.500 euri/ mese, effettivo in data odierna, reversibile in caso di decesso fino ai parenti di 24o grado) ;
 
Dichiaro che se entro due mesi non ci fate sto bonifico, per il momento mi limito allo « stato provvisorio d’indipendenza del futuro Libero Impero di Reubeuss», ma dopo finiro’ che m’incazzo davvero e lo faccio sul serio l’Impero Indipendente di Rebeuss (prigione dove qui sbattono insolventi e delinquenti senza un soldo vari), e se venite a Dakar all’hotel dovrete andare e non certo a casa mia, perchè MI HANNO SFRATTATO PER COLPA VOSTRA maledetti no-global che non siete altro!!!
 
Intanto sto già preparandomi per la cerimonia d’indipendenza (vedete foto e notate lo scettro imperiale). 
 
Ma se mandate anche un primo acconto di sei-settecentomila euri in biglietti di piccolo taglio vi perdono e la crisi puo’ ancora rientrare, ma non tirate troppo la corda ok ?
 
Con i miei più deferenti omaggi
 
Enrico
(Sua Eccellenzissima l’Ambasciatore provvisorio plenipotenziario della Libera Repubblica di Alcatraz a Dakar)

La Libera Repubblica di Alcatraz partecipa al Convegno Mondiale delle Micro Nazioni

Convegno Mondiale Micro Nazioni Londra 2012

PoliNation: 2nd International Conference on Micronations

In questo momento il presidente della Libera Repubblica di Alcatraz, professor Vania di Febo, coadiuvata dal Capo del Governo Provvisorio, Professor Elena Zanforlin e dal Ministro del Benessere, Professor Giulia Gualandri, stanno volando a bordo di un 747 dell’Aeronautica Militare Claun della Libera Repubblica, verso Londra.
È la prima volta che la Libera Repubblica di Alcatraz partecipa a quello che possiamo definire l’Onu delle micronazioni.
Il nostro governo e il nostro presidente, decidendo di partecipare all’incontro, intendono innanzi tutto compiere un passo importante verso il riconoscimento ufficiale di Alcatraz come territorio libero (grazie all’adesione di decine di famiglie di agricoltori siamo territorialmente almeno 5 volte più grandi del Vaticano, anche se non altrettanto ricchi).
Il Presidente Di Febo ha già stretto accordi di amicizia e reciproco riconoscimento con Prool I, King of Virtustan; con il Presidente di Promolands, Angell Cherubini; con il Sovrano Ordine di Ahellia; con Caesar Coligniero Ministerial Adjunct, Office of Global Affairs, New Guinea; con la Repubblica di Lostisland; con la Repubblica Democratica di Vitla; President Kevin Baugh,
Republic of Molossia; con Tristan Glark,
Head of the Diplomacy and Foreign Ministry of the Aerican Empire, Governor of Mars Colony.

Convegno Mondiale Micro Nazioni Londra 2012

Qualcuno si chiederà: ma non avevate proprio niente da fare che siete andati a fondare una repubblica?
Questa decisione proviene in effetti da un’attenta valutazione delle priorità.
Forse ti sarà capitato di leggere qualche mio articolo e saprai già che il nostro lavoro non dimentica certo le necessità impellenti sul piano della solidarietà, della costruzione di un’economia solidale e del contropotere dei consumatori.
Siamo altresì convinti che non si possa migliorare il mondo senza occuparsi di cultura e benessere psicofisico, amore, amicizia e arte.
E quando parliamo di arte non intendiamo qualche cosa che serva ad abbellire la propaganda sociale, a renderla più attraente.
Noi crediamo che la visione materialista (nel senso mercificato del termine) sia errata.
È giusto progettare ecovillaggi, azioni di soccorso, banche del tempo e impianti fotovoltaici. Ma questi progetti per crescere non hanno bisogno solo di lavoro e soldi. Qualunque progetto positivo, per stare in piedi, ha bisogno di una particolare energia sottile, che ha a che fare col bello, con lo stupore generato dall’opera artistica, l’emozione che il teatro fa lievitare, il contatto psichico indotto dalla musica.
Creare un happening di lungo periodo come la nascita di una repubblica indipendente è un gesto essenziale all’interno della nostra strategia di lotta politica e sentimentale.
Come potevamo vivere senza sognare di essere parte di una repubblica delle favole?
Uno Stato onirico.
Un atto di imperio.
Un’allucinazione piacevole.
E contemporaneamente un lucido progetto economico e politico: andiamo verso la parcellizzazione degli Stati. Quindi siamo realmente alla vigilia della possibilità di ottenere un riconoscimento della nostra autonomia politica e spirituale, oltreché cromatica!
Abbiamo la nostra energia, abbiamo alberi che ci danno cibo, abbiamo acqua, una web tv, un cimitero (dove riposa l’immenso poeta disegnatore Sergio Angese, che prima di morire disse: “Se passi vicino alla mia tomba puoi farmi una domanda. Sicuramente ti ascolto, forse rispondo.”).

Insomma non ci manca proprio niente.
E visto che quando c’è il sole produciamo ogni ora 15 kW di più di quelli che ci servono (surplus che forniamo all’Italia), abbiamo pure in mano la leva del ricatto energetico (tale quale a Putin). Cioè, se l’Italia non ci dà l’indipendenza possiamo tagliarle l’energia elettrica. A volte un black out totale è questione di una decina di kilowatt in più o in meno!!!
Quindi la nostra futura indipendenza come Stato è certa. Incerto è solo il quando.
Ma credo che in una quarantina di anni arriveremo a mandare il nostro delegato all’Onu.

A due anni dalla sua fondazione Alcatraz conta 173 cittadini regolarmente muniti di passaporto.
Abbiamo stampato banconote su carta filigranata e coniato la moneta nazionale (il Talento).
Abbiamo i nostri francobolli e la bandiera nazionale.
Stiamo costruendo la prima unità navale (uno dei pochi natanti da bosco del pianeta).
Nel 2013 la nostra popolazione aumenterà esponenzialmente con il primo gruppo di cittadini che si trasferiranno a vivere all’Ecovillaggio Solare provenienti da mezzo mondo (Thailandia, India, Olanda, Israele, Australia, Germania, Francia, Spagna, Usa, Perù, Giappone, Cina, Svizzera e Paesi Bassissimi).

MINISTERI della Libera Repubblica di Alcatraz
- Ministero del Welfare
- Ministero delle Relazioni Extraterrestri
- Ministero dell'Arte
- Ministero della Sdifesa
- Ministero dell'Amicizia e dell'Amore Universale
- Ministero dei Pensieri Buoni e Belli
- Ministero del Nobile Giramondaggio
Ministero per l'Insanità Normale
Ministero del Benessere
Diventa anche tu Ministro!
(Cosa hai di meglio da fare nella vita?!?)

Jacopo Fo

Convegno Mondiale Micro Nazioni Londra 2012

La Libera Repubblica di Alcatraz al Convegno Mondiale delle Micro Nazioni

George Clooney salverà il mondo?

George Clooney potrebbe cambiare il destino del pianeta e non lo sa! Abbiamo una storia per un suo film e bisogna che si metta subito al lavoro. Prima però dobbiamo trovarlo e per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Se conoscete George, sua zia, il cognato, il cuoco dell'agente o l'insegnante di matematica delle scuole dov'è iscritta la nipote del salumiere di George e se allo stesso tempo vi fidate di noi e avete aspirazioni salvifiche per il pianeta scrivete a: doveseiclooney@gmail.com e dateci le vostre preziose informazioni. Ve ne saremo eternamente grati!

Monologo della cittadina Barbara Giorgi: "Chiamatemi Strega".

 

Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega.
Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.
Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.
E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!
Per cui sono Strega.
Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale…. sono io!
Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e ….. folle ingegnere della mia vita.
Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.
Sono Strega perché spesso dò fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici.
Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.

Ammazza la bambina - canzone e video de l'invasione degli uomini Paprika

Questo video venne girato alla Libera Università di Alcatraz (www.alcatraz.it) durante i primi anni 90 per portare l'attenzione pubblica a riflettere sulle violenze in famiglia e soprattutto verso i bambini, che all'epoca difficilmente venivano denunciate.

Il video andato in onda sulle principali televisioni accese un interessante dibattito. 
L'invasione degli uomini paprika: gruppo musicale italiano della fine degli anni 80, formato da Jacopo Fo, Sergio Parini, Davide Rota e Mario Pirovano.

... da un articolo di AL BALESTRA del 1987 che racconta del gruppo: 

Ben più agguerriti sono invece i tre de L'invasione degli uomini Paprika, capitanati dal figlio trentunenne di Dario Fo, Jacopo.
«Siamo una diretta filiazione degli indiani metropolitani», spiega Jacopo Fo «E ci battiamo ancora contro lo Stato visto che non siamo riusciti a scuoterlo in altri modi, vediamo se riusciamo almeno a spaccargli i timpani». 
I mezzi preferiti per questa loro lotta sono «instant song» su temi d'attualità come «Gheddafi» («Gheddafi sei bellissimo / avvolto nel chador / il sorriso tuo bellissimo / ispira solo amor»), «Aids» («Perché Dio mi vuole bene / Sono immune sono immune / da piccolo ero molto buono / per questo ho avuto il condono») o «Chernobyl» («Mangio solo panna montata / Perché è più contaminata lo sono radiopatico, lo sei anche tu / la radioattività ci tira su»).
Va detto comunque che il giovane Fo, nel campo dello sberleffo, non è certo un novellino vignettista, collaboratore prima de « Sale», poi de « Male», infine di «Tango», da alcune settimane è riuscito in un'impresa considerata da molti impossibile far rinascere « Male», compianto cavallo di battaglia di tutti i frondisti d'Italia del '77 e dintorni. 
Il nome cambiato in un più stentoreo «Zut» (formato tabloid, settimanale, tutto a colori, in redazione «Vincino» Gallo, Sergio Saviane, Andrea Pazienza, Bruno D'Alfonso, per non citarne che alcuni), I'erede dei fasti perduti promette di mettere alla berlina i «soliti noti» del panorama italiano il Papa Spadolini, Andreotti, Craxi, Trussardi (protagonista-vittima di un fotoromanzo interpretato, fra gli altri, da Maurizio Ferrini e Paolo Hendel). 
Con un proposito serio («In mezzo a questa stampa addormentata, "Zut" sarà un segnale di risveglio, diretto anzitutto a noi stessi», promette Saviane), e con un'epigrafe, tratta da un verso di Stefano Benni «Cambia il valore delle cose / cambia il bello ed il brutto / ma Berlusconi è uno stronzo dappertutto»

VACANZE PER BAMBINI E GENITORI ALLA LIBERA UNIVERSITA' DI ALCATRAZ

Progetto Giochiamo Insieme, vacanze per bambini ad Alcatraz, umbria foto estate 2011.

Vivere il rapporto con i nostri figli per una settimana insieme nel verde della Libera Università di Alcatraz, esplorare i territori dell' Umbria, passeggiare nel fiume, partecipare ai numerosi laboratori organizzati, andare in piscina e a cavallo, per i più piccoli e per i più grandicelli insieme a mamma o papà, per vivere una settimana vacanza unica e indimenticabile, accompagnati da animatori, guide ambientali, cuoche dolcissime e artisti clown. Un'esperienza rilassante ed istruttiva allo stesso tempo, sia per il genitore che per il figlio o la figlia, trascorrere una settimana in campagna, insieme ad altri bambini e ad altri genitori, con attività organizzate per soddisfare necessità e desideri di tutti, settimane suddivise a seconda dell' età dei vostri figli, per assicurare una omogeneità dei parteciparti. 
 
DOVE: LIBERA UNIVERSITA' DI ALCATRAZ www.alcatraz.it
Quando: Estate 2012 dal 22 Giugno al 13 Luglio