Sos Raccontami una storia: Mirco ama il buio

di Osnof

 

Mirko del buio
Mirko ama il buio.
Non riesce proprio a comprendere coloro che lo temono, non che li disprezzi, solo non li capisce, tanto è naturale e normale in lui questo amore.
Era stato difficile da spiegare anche ai suoi genitori, quando era piccolo, che per affetto (credendo che dicesse di amare il buio solo per nascondere una paura che lui non aveva), ogni notte gli lasciavano una luce magari piccola o poco lontana, sempre accesa, e allora a Mirko veniva l'irrefrenabile voglia di alzarsi e spegnerla; cosa che puntualmente faceva!
Che Mirko ami il buio non significava che odi la luce. Lui lo spiega così: «se ti piacciono tanto i gelati non significa che non mangi gli altri dolci».
Ecco! il giorno, la luce, per Mirko sono gli altri dolci.
La notte, il buoi, è il gelato (che come avete capito a Mirko piace moltissimo)

A Mirko piace soprattutto il gelato al cioccolato, ma anche alla nocciola, o alle castagne... insomma più è scuro più gli piace, e ovviamente va matto per il cioccolato fondente 95% puro black o se proprio non c'è allora va bene anche il gelato al gusto di liquirizia, ma quella nera nera nera non marroncina.
Mirko si veste sempre di scuro, ma raramente di nero.
Lui indossa le sfumature e sa cogliere le diverse tonalità di blu, specifici: scuri, molto scuri, assai scuri, scurissimi, scuri intensi... a lui piace essere colorato!
Mirko ha un gatto, un persiano nero, molti dicono a vederlo che non può essere vero, lui risponde che se c'è può!
Mirko ha un cane, un dalmata nero con macchie nere, lo ha chiamato Blackanddark (o abbreviato BiDi), come dire bianco e nero, ma senza bianco, e con un po' più nero.
A Mirko piace il buio ma non quello artificiale, non gli piacciono le camere buie, o gli angoli nascosti delle cantine d'albergo. Non ne ha paura, ma proprio non li piacciono; dice che guardare quel buoi è come trovare pezzi di ghiaccio nel gelato.. E un buon gelato non deve avere pezzi di ghiaccio.
Mirko adora il buio della notte e ancor più il buio della notte in un bosco, o il buio delle grotte che sembra a noi uguale a quello delle cantine, ma che Mirko giura essere assai diverso, e dice: “il buio delle cantine è un gelato in bustina; il buio delle grotte è un gelato con prodotti biologici e equosolidali, tutto un altro sapore”.
Era successo proprio una notte in un bosco, durante un campeggio, che per la prima volta aveva visto il buio quello che scoprì a lui congeniale, e per giorni e giorni continuò a osservare i cambiamenti con la luce della luna e delle stelle, assieme a un vecchietto che gli raccontava la storia delle stelle, mentre lui guardava il buio fra di esse.
Mirko diversamente da quello che possiamo pensare non farà un lavoro notturno, dice sempre che gli sembra assurdo lavorare chiuso da qualche parte durante le ore più belle della notte. Mirko forse farà l'astronomo e mentre tutti puntano i cannocchiali e i radar per vedere le stelle lui scruterà l'immenso nero dell'universo. Mirko la prima volta che ha scoperto l'immenso buoi dell'universo ha capito quale dono gli era stato dato. Amare la luce è amare un po' di universo, amare il buoi è amare un immenso universo!
Gli amici di Mirko dicono che ha gli occhi di un gatto, sembra cogliere i mille riflessi nascosti fra le pieghe del buoi. Mirko interdetto, replica sempre che sono loro ad avere gli occhi di una talpa, che non si accorgono di essere immersi in un illuminante buoi (il gatto e la talpa non intervengono nella discussione, perché tanto nessuno gli ascolta).
Mirko crescendo aveva capito che non doveva parlare troppo di questo suo fare e guardare, perché la gente ha tante idee irremovibili sul buoi (ha tante idee irremovibili in genere – ma sul buoi di più).
Le tenebre vengono descritte come il regno del male, delle streghe e dei lupi cattivi.
Ma Mirko sa che il male è commesso anche alla luce del giorno, che le streghe erano molto più probabilmente delle donne sapienti, e che i lupi non sono né buoni né cattivi, ma semplicemente lupi.
Un giorno Mirko aveva sentito raccontare che Dio si era rivelato anche in una nube nera; quella sera stessa tornato a casa ha letto il passo della Bibbia e il giorno dopo lo ha letto alla sua maestra, che comunque non gli aveva dato valore. Possibile che aveva tanto paura del buoi da tappare oltre gli occhi anche le orecchie?
La maestra aveva comunque proseguito la lezione dicendo che comunque gli uomini avevano tanto amato la luce che avevano sempre adorato dei della luce; al che Mirko, a cui piaceva il buoi e le cose scure, tra cui le lettere nere in un foglio bianco (per cui leggeva tantissimo), aveva replicato che adoravano anche gli dei della notte, che probabilmente i mesi prendevano spunto dal ritmo della luna non del sole, e che oltretutto uno dei nomi di una divinità cattiva era “Lucifero” che significa “portatore di luce”... La maestra lo aveva sgridato perché disturbava la lezione.
Mirko una sera, passeggiava per la città e si innamorò!
Non poteva credere che potesse esistere una donna tanto bella.
Era talmente affascinato da lei, che le si parò davanti e disse: “perché vai in giro a gridare la magnificenza dell'Universo?”
Lei lo guardò e restò interdetta
Lui ripeté la frase, con fare dolce, calmo, tranquillo, come chiedesse “scusami hai idea di che ore sono?”, ma diceva “perché vai in giro a gridare la magnificenza dell'Universo?”
Lei anche dopo aver risentito la frase, restò comunque interdetta e alla fine gli disse: «ma io non faccio nulla di tutto questo»
Mirko, dopo essersi innamorato, amò la donna, perché non aveva semplicemente risposto, ma gli aveva risposto dopo averlo davvero ascoltato! Aveva una mente intelligente in un bellissimo aspetto, come non amarla? Allora gli disse: “gridi la magnificenza con la tua bellezza!”. E lei rise!
Si chiamava Selene ed aveva la pelle scura come l'ebano, i capelli neri come la pece, le pupille blu profondo come gli abissi dell'oceano. Ma forse solo Mirko poteva vedere la profondità di colori attorno ad una vita tanto magnifica, ed un'intelligenza così stupendamente... avvolgente, come la notte!
Mirko, non si sa come, ora vive in una baita nei boschi del Nord, e quando nevica e tutto è bianco è estasiato osservando Selene che passeggia assieme ai suoi figli.
Nulla fa risaltare la bellezza del nero come il bianco.