Maia delle Nuvole

di Alessandro

 

A Maia piacciono le nuvole

Era incredibile per lei vedere in cielo quegli strani esseri.

Per Maia le nuvole erano vive; e come pensare il contrario; si muovono, crescono, cambiano. Eppure senza ali erano lì nel cielo.

 

L’amore di Maia non è limitato alle sole nuvole bianche e (dice lei) soffici; quelle simpatiche che si modellano su varie figure per giocare con i bambini che le guardano. A lei piacciono tutte le nuvole anche quelle cupe, tremende, che le vedevi arrivare dall’orizzonte e (crede lei) sbuffare aria fredda e forte (e quando lo dice gonfia le guance e poi soffia e sbuffa spostandosi come se fosse una nuvola e poi ride).

 

A Maia piacciono le nuvole estive, quelle che corrono veloci e si rincorrono, si cercano e alle volte donano l’acqua della pioggia.

Maia alle volte resta ore distesa a guardare le nuvole… anche di notte, quelle ad esempio che alle volte contornano la luna piena, che danno come la sensazione di stare sotto una cupola di mosaici d’aria, o sotto una scodella rovesciata ancora con del latte attaccato alle pareti che crea disegni e forme.

 

Maia non guardava solamente le nuvole alle volte ci giocava assime.

Correva per raggiungerle, oppure per seguire la loro ombra che spostandosi cambiava posizione. Alle volte Maia fa cose che sembrano assurde, balla, sta immobile, o assume una posizione strana,; e quando gli domandi “Maia cosa fai?”, lei semplicemente e sotto voce per non distrarsi, ti risponde: “gioco con le nuvole: voglio vedere se capiscono che forma ho assunto o dove voglio andare, è un gioco bellissimo, me lo hanno insegnato loro, però io sono più brava, indovino sempre le loro forme e con velocità, loro invece ci mettono tantissimo… hanno la testa fra le nuvole” (e qui ride a crepapelle ed è impossibile non esserne contagiati)

 

Maia alle volte è triste (le capita anche a lei), ma triste da piangere; e allora non si chinala testa verso il basso, ne si raggomitola a terra, ma si alza quasi in punta di piedi, con le braccia stese più non posso, e il volto alto verso il cielo, guarda le nuvole con il volto rigato dalle lacrime, per donargli la sua strana pioggia!

 

Vi sono dei momenti entusiasmanti quando Maia, quasi senza accorgersi, si ritrova a soffiare verso una nuvola, per vedere se questa si spostava, spinta dal suo soffio, nella direzione del suo soffio e con la forza impressa dal suo soffio. E succede così (alle volte non sempre, le nuvole non hanno sempre voglia di obbedire).

Altre volte all’improvviso chiude gli occhi e conta fino a 10, e la nuvola che prima guardava va via, o per meglio dire, si nasconde. Allora Maia deve riuscire a trovarla e la cerca. E ci vogliono anche mesi prima che accada (le nuvole e, anche Maia, hanno una pazienza!!)

Maia conosce i nomi di moltissime nuvole. Voi direte: “gli ho studiati anche io!!”; ma Maia conosce i “nomi” delle nuvole. La sua preferita è Sentembel, ma no lo dice mai a voce alta, per timore di offendere le altre (soprattutto lo scorbutico Ostruì, che Maia chiamava “il mio cumulo di baruffe”)

 

Maia la prima volta che ha visto la nebbia è impazzita di gioia!

Era lì a correre all’impazzata di gioia, correva gridando… “CIAOOOOOOOOOOO!

E abbracciava, accarezzava, baciava le sue amiche nuvole che erano scese a terra per incontrarla, perché sapevano che per Maia era difficile salire da loro.

 

In inverno Maia può sembrare asmatica, la incontri con un respiro molto strano, come a colpi o mooooooooolto prolungato (ricordo che tempo è stata anche visitata da un medico); ma sta bene! In realtà Maia in quei momenti è presa da un gioco fantastico, gioca a creare le nevole!

E sa che sta giocando con tantissime persone, e alle volte con i camini delle case, o lo sbuffo di cavalli.

Maia ha solo una difficoltà… non riesce a giocare molto con il fumo della legna che brucia… poco dopo gli fanno male gli occhi, e non si fa nemmeno respirare molto… ma è bello vedere come trasposta con allegria piccole luci verso il cielo. Gli hanno detto che si chiamano faville. Maia sa che un giorno saprà convincere anche il fumo a giocare con lei!

 

Maia ora vi saluta… ha scoperto una nuova nuvola che viene da molto lontano… dicono da una mare enorme e profondo. Maia è gia andata!