Lettera di Goblin, cugino cinese di Gob

di Alessandro Corò

 

 Gob era diverso.

 
Questo era indubitabile.
 
Lui stesso ne era sicuro.
 
Gob era sicuro di ogni suo dubbio!
 
Gob, se leggeva un libro (ammesso che vi riuscisse, e lo volesse), per lo più non lo capiva, ma non per questo avrebbe mai smesso di leggere libri, o cartelli stradali, o scritte sui muri delle città, o bigliettini d'amore sporchi di cioccolata.
 
Gob alle volte disegnava, o secondo alcuni, usava in un modo strano colori, matite, penne e matite (le matite le usava almeno due volte). Poi raccoglieva i suoi fogli o i cartoncini o le mille superfici che usava e li nascondeva. Alle volte dentro cassoni, alle volte fra il fango dei giardini, alle volte lungo l'acqua, e alle volte presso un fuoco, o fra le pieghe di un pensiero. Alle volte li teneva stretti finché si stampavano nella sua pelle, che appariva alle volte chiara, alle volte bruna, alle volte ... bhe si sarebbe detto sporca... ma era solo un suo altro disegno.
 
Gob era diverso, per questo era strano.
 
Gob si alzava dal letto dopo una dormita, pieno di sonno ma con la testa farcita di sogni, idee e tanta tanta tanta confusione.
 
Gob si alzava dal letto che era già stanco.
L'ordine del mondo lo stordiva, e ricercava come poteva la confusione che certo non capiva, ma se non altro non pretendeva di essere capita.
Le dormite di Gob potevano durare interminabili attimi o ravvicinate ore di intere giornate.
 
Gob era diverso, strano, disordinato e dormiglione.
 
Gob camminava piano, sembrava non aver mai fretta, ma questo non impediva a Gob di giungere in ritardo.. E Gob allora raccontava mille motivi del ritardo, tanto verosimili da sembrare veri, ma tanto inventati da essere per lo più immaginari.
 
Gob era diverso, strano, disordinato, dormiglione, ritardatario e illuso.
 
Gob era illuso, ma a modo suo, un illuiluso.
 
Gob non avrebbe mai scritto parolacce sui muri, o violato un qualsiasi regolamento dove viveva, o interdetto qualcuno con un dire pieno di parolacce e offese.
 
Gob sembrava educato. Ma Gob lo era a modo suo. Era edulcorato.
Seguiva i regolamenti, ma aveva allergia verso le leggi. Non diceva parolacce, ma poteva arrivare a inchiodarti a suon di “porcalocamaialapuzzona”.
 
Gob sembrava.
 
Gob adorava togliersi le caccole dal naso con le dita, giocarci un po' e poi spalmarle o lanciarle (tutto dipendeva dalla consistenza); a Gob piaceva grattarsi il fondo schiena, ed emettere rumori esagerati frutto di calibrati dosaggi di aria compressa; a Gob piaceva annusare i calzini che stava indossando da almeno tre giorni, o sentire l'odore del mondo sui suoi capelli; a Gob poi piaceva guardare le stelle (Gob era anche poetico). Ma Gob queste alte e luminose qualità le riservava per lui solo.
 
Gob era diverso, Gob era strano, Gob era disordinato, Gob era dormiglione, Gob era ritardatario, Gob era illuso e Gob era un po' egoista.
 
Gob non ricordava mai che età avesse, e poco gli importava saperlo, a ricordarglielo erano gli altri. A Gob, questo, lo irritava; “ma che pensassero alla propria di età” sembrava dire fra se (ma un po' a voce alta)... e dopo averlo pensato e quasi detto, lo dimenticava. Gob detestava che altri gli ricordassero quello che lui con gran bravura aveva così magicamente dimenticato. Gob dimenticava quasi tutto, e quello che ricordava non era sicuro che fosse corretto, e soprattutto interessava solo a Gob, ma non sempre.
 
Gob era diverso, Gob era strano, Gob era disordinato, Gob era dormiglione, Gob era ritardatario, Gob era illuso e Gob era un po' egoista, Gob era smemorato... e soprattutto forse non si chiamava Gob. Se volete gli cambio il nome e ricomincio dall'inizio. Ma non racconterei più di Gob e mi ci sono affezionato. Quindi “nnn”no!
 
Gob un giorno si nascose, e le persone, che per anni gli erano vissute vicine, per lo più non se ne accorsero.
 
Gob per loro non era importante, necessario, simpatico o interessante. Fino a quel momento.
 
Gob era Gob semplicemente.
Che dire semplicemente è dire molto, perché Gob di semplice non aveva niente.
 
Era diverso ma nessuno lo distingueva dagli altri.
Era strano ma non appariscente.
Era disordinato ma rispettoso dell'ordine (non quello apparente).
Faceva cose sconce ma aveva un parlare elegante.
Leggeva molto senza capire niente.
Conosceva mille cose per dimenticarle tutte.
Viveva di sogni e si annoiava a non sognare.
Era illuso ma profondamente sincero.
 
Gob si era nascosto talmente bene
che Nessuno si accorse che se n'era andato.
Fu appunto Nessuno che avvisò la gente!
 
Ancora oggi c'è chi crede di incontrarlo ma poi scopre che è uno Zio, o un Nonno o un Amico, o un Tarlo; o in momenti astrusi di stelle luminose, riflesso nello specchio, di fronte a se stesso, crede di notarlo.
Vi devo proprio dire che Gob a me mi piace, perché nonostante tutto Gob non fu nient'altro che se stesso!
Gobbiamo tutti imparare ad essere noi stessi....
 
cosa?... non era così la storia... ma ne sei sicuro?...
ma allora scrivila tu...
dai Gob... vieni a scriverlaaaaaaaaaaaa.....
(Gob è sfuggente!*)
 
* nel senso che sfugge alla gente!
 
p.s. Avevo un'altra storia ma l'ho dimenticata... buona notte io ho sonno e tanta voglia di sognare!
p.p.s. Gob aveva un'anima gemella (ma non ai polsini)
e a raccontarsi un dì sarà ella!
 
I detti di Gob:
Kà... vol, ma n'già!
Mai dire "sono una testa di cavolo"
ad un boa vegetariano!