Lettera a Tale Nababbo

Festivi cittadini!
E' ora di preparare doni ed auguri per i nostri cari, e noi vogliamo proporvi un metodo Alcatrazziano: dolce come una meringa e divertente come l'altalena.
E' finalmente arrivato anche ad Alcatraz il tempo delle feste inverali! Come tutti gli anni il caro Tale Nababbo, sfrecciando a bordo di moderni mezzi ecologici ed animalisti (renna libera!), ci porterà i doni che gli abbiamo richiesto. Ovviamente chi non si è comportato bene dimostrando incapacità di cantare sotto la doccia e di pazientare in fila alla posta verrà punito con corsi intensivi di simpatia spontanea volti alla reintegrazione in società.
Vorremmo augurare buone feste ai nostri amici italiani spiegandogli che non esiste solamente quel grasso Babbo Natale travestito da lattina di coca cola che porta pigiami e pantofole! Vorremmo invece che tutti fossero al corrente che esiste un personaggio di gran lunga più simpatico che non vede l'ora di portarci dei regali moderni ed attuali. Il Tale Nababbo porta, infatti, voglia di frutta fresca, desiderio di compagnia e spirito d'iniziativa. A chi lo richiede dona la capacità di innamorarsi ed il pollice verde. Spesso porta i coperchi al diavolo e il lardo alla gatta ed è puntuale nel recapitare pane a chi ha i denti e denti a chi ha il pane.
Unendo i nostri desideri magari sotto forma di due versi che rimano (es: donami una notte stellata/ da ammirare con la mia fidanzata) potremmo comporre una romanticissima filastrocca-lettera a Tale Nababbo che sarà pronta in formato stampabile il 23 dicembre sul sito. Quindi potremo appunto stamparla e donarla ai nostri amici per farli sognare un po'...
Scriveteci la vostra rima commentando questo articolo oppure scrivendo a info chiocciola repubblicadialcatraz.com e condividete con gli amici i vostri desideri più bizzarromantici!
 

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Commenti

Tante soavi carezze,
Abbracci e baci belli:
Leva via le tristezze
E fa' posto per quelli!

Non essere punto avaro!
A tutti porta allegria,
Bicchieri sì di buon vino
Abbondante già, è chiaro!
Brindiamo e infine, suvvia
Blocca la sbornia o divino,
Ohibò, dell'uno mattino!