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Gentile Signora Marcegaglia,
forse le parrà strano che mi venga in mente di scriverle. E forse leggendo questa lettera si aspetterà di trovarvi critiche a Confindustria.
Ma io credo molto nel dialogo e vorrei compiere un tentativo in questa direzione. Quindi non le scrivo per evidenziare il mio dissenso ma per cercare un punto di unione possibile tra voi e noi, cioè gli estremisti sfegatati che non ci va mai bene niente di quel che voi fate e ogni occasione è buona per dare a voi la colpa di tutti i mali del mondo...
(continua a leggere)
Durante gli anni del mio impegno come senatrice, uno degli obiettivi più importanti, fra quelli che mi ero prefissata, riguardava la lotta e degli sprechi – vera e propria piaga ieri e oggi, del funzionamento della macchina pubblica. In quel periodo ho raccolto una notevole documentazione.
Mi piacerebbe ora riproporre e condividere con voi queste denunce, e capire se un gruppo di persone motivate avesse voglia di collaborare con me per scovare cosa sia cambiato (se è cambiato) in queste situazioni, a volte al limite del paradossale. Proprio come questa che vi riporto qua sotto, sulla legione dei controllori di tombini a Palermo.
È cambiato qualcosa da allora, mentre l’Italia purtroppo continuava ad affondare?
Fogne
(La Repubblica - 19 settembre 2006)
Settanta dipendenti per censire le bocchette delle fognature
Quattrocento nuovi ingressi in tre anni tutti assunti senza concorso
Palermo, pagati per contare i tombini
Nelle ex municipalizzate mogli e figli
di ATTILIO BOLZONI
PALERMO – C’è anche chi viene pagato per contare, ogni giorno, i tombini di una città. E c’è chi prende lo stipendio per controllare, ogni giorno, quanti sono quei loro colleghi che contano i tombini. Tutti hanno la qualifica di ispettori ambientali. Sono una settantina solo a Palermo e guadagnano 800 euro al mese. Prima erano precari, adesso hanno un lavoro fisso. Come quei 397 assunti senza concorso nelle aziende comunali. I loro nomi sono stati tenuti segreti per un po’.
Gli interessati e i loro sponsor si erano appellati alla tutela della privacy, il presidente per la protezione…
(continua a leggere l’articolo su http://francarame.it/node/207)
Qua sotto, i commenti dei lettori al post che ho pubblicato nel mio blog sul Fatto Quotidiano :
MESSAGGI PER SILVIO BERLUSCONI…
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Durante gli anni del mio impegno come senatrice, uno degli obiettivi più importanti, fra quelli che mi ero prefissata, riguardava la lotta e degli sprechi – vera e propria piaga ieri e oggi, del funzionamento della macchina pubblica. In quel periodo ho raccolto una notevole documentazione.
Mi piacerebbe ora riproporre e condividere con voi queste denunce, e capire se un gruppo di persone motivate avesse voglia di collaborare con me per scovare cosa sia cambiato (se è cambiato) in queste situazioni, a volte al limite del paradossale. Proprio come questa che vi riporto qua sotto, sulla legione dei controllori di tombini a Palermo.
È cambiato qualcosa da allora, mentre l’Italia purtroppo continuava ad affondare?
Fogne
(La Repubblica - 19 settembre 2006)
Settanta dipendenti per censire le bocchette delle fognature
Quattrocento nuovi ingressi in tre anni tutti assunti senza concorso
Palermo, pagati per contare i tombini
Nelle ex municipalizzate mogli e figli
di ATTILIO BOLZONI
PALERMO – C’è anche chi viene pagato per contare, ogni giorno, i tombini di una città. E c’è chi prende lo stipendio per controllare, ogni giorno, quanti sono quei loro colleghi che contano i tombini. Tutti hanno la qualifica di ispettori ambientali. Sono una settantina solo a Palermo e guadagnano 800 euro al mese. Prima erano precari, adesso hanno un lavoro fisso. Come quei 397 assunti senza concorso nelle aziende comunali. I loro nomi sono stati tenuti segreti per un po’.
Gli interessati e i loro sponsor si erano appellati alla tutela della privacy, il presidente per la protezione…
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Qua sotto, i commenti dei lettori al post che ho pubblicato nel mio blog sul Fatto Quotidiano :
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«LE DAME e il Cavaliere»: questo il nuovo documentario che porta sugli schermi di alcune piazze cittadine l’inchiesta sulle vicende pubbliche e private di Silvio Berlusconi. La proiezione del film - diretto da
Franco Fracassi e prodotto dalla sua cooperativa di giornalisti indipendenti «Telemaco» - rischia di diventare illegale con la nuova legge Alfano, perché fa uso di intercettazioni, ed è stata quindi organizzata in gran fretta dal Movimento RadicalSocialista (Mrs). «Abbiamo voluto proiettarlo perché potrebbe essere censurato presto - afferma il portavoce pesarese del movimento Mauro Ferri - e per mostrare come alcune libertà democreatiche siano in pericolo, a partire dal disprezzo del premier per le istituzioni e dall’uso del sesso come arma politica». «Ci siamo autoprodotti e autofinanziati perché tutti ci hanno chiuso la porta in faccia - racconta la produttrice Giovanna
Scibona - e nonostante la conferma dell’inattacabilità legale da parte di uffici specializzati, nessuno l’ha voluto divulgare». QUESTO il programma delle proiezioni (tutte alle 21.30), dove sarà anche possibile acquistare il dvd: martedì in piazzale Lombardini a Villa Fastiggi, mercoledì in piazzale Collenuccio, giovedì 29 in viale Trieste (nel tratto finale verso Fano), venerdì in piazza Redi e sabato
in piazzale Europa a Baia Flaminia. L’iniziativa rappresenta il debutto a Pesaro dell’attività dell’associazione radicalsocialista, mirata a unire e rinnovare la sinistra italiana, valorizzandone le radici libertarie.
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fDurante gli anni del mio impegno come senatrice, uno degli obiettivi più importanti, fra quelli che mi ero prefissata, riguardava la lotta e degli sprechi – vera e propria piaga ieri e oggi, del funzionamento della macchina pubblica. In quel periodo ho raccolto una notevole documentazione.
Mi piacerebbe ora riproporre e condividere con voi queste denunce, e capire se un gruppo di persone motivate avesse voglia di collaborare con me per scovare cosa sia cambiato (se è cambiato) in queste situazioni, a volte al limite del paradossale. Proprio come questa che vi riporto qua sotto, sulla legione dei controllori di tombini a Palermo.
È cambiato qualcosa da allora, mentre l’Italia purtroppo continuava ad affondare?
Fogne
(La Repubblica - 19 settembre 2006)
Settanta dipendenti per censire le bocchette delle fognature
Quattrocento nuovi ingressi in tre anni tutti assunti senza concorso
Palermo, pagati per contare i tombini
Nelle ex municipalizzate mogli e figli
di ATTILIO BOLZONI
PALERMO – C’è anche chi viene pagato per contare, ogni giorno, i tombini di una città. E c’è chi prende lo stipendio per controllare, ogni giorno, quanti sono quei loro colleghi che contano i tombini. Tutti hanno la qualifica di ispettori ambientali. Sono una settantina solo a Palermo e guadagnano 800 euro al mese. Prima erano precari, adesso hanno un lavoro fisso. Come quei 397 assunti senza concorso nelle aziende comunali. I loro nomi sono stati tenuti segreti per un po’.
Gli interessati e i loro sponsor si erano appellati alla tutela della privacy, il presidente per la protezione…
(continua a leggere l’articolo su http://francarame.it/node/207)
Qua sotto, i commenti dei lettori al post che ho pubblicato nel mio blog sul Fatto Quotidiano :
MESSAGGI PER SILVIO BERLUSCONI…
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Si chiama The Life Box ed e' una vera e propria scatola vivente. Composta da una miscela di funghi e semi di albero, dopo l'utilizzo puo' essere piantata a terra e riciclata in un meraviglioso nuovo arbusto.
L'idea e' di Paul Stamets, esperto di micologia e anche di marketing: una confezione da 10 scatole LifeBox costa da 32 a 57 dollari a seconda della misura.
L'azienda dichiara che presto sarà possibile acquistare all'ingrosso anche:
custodie per CD o DVD, scatole per pizza, scatole per scarpe e molto altro ancora, tutto riciclabile in un meraviglioso albero da mettere in gardino!
maggiori informazioni al sito: http://www.lifeboxcompany.com/
Fonte: Cacao, il quotidiano delle buone notizie comiche
Si avvicina il momento della presentazione delle nuove moto elettriche prodotte dalla KTM.
L'azienda ha scelto il Salone di Tokio 2010 come teatro della presentazio e del progetto “Freeride”, con due prototipi vicinissimi al modello di serie, che verrà poi sviluppato entro un anno con lo stesso spirito “Ready to Race” che è la vera e propria mission dell’azienda austriaca.
KTM aveva già presentato il primo prototipo di moto “zero emissioni” nell’ottobre 2008, come risultato di un progetto nato in collaborazione con l’Istituto viennese di ricerca e sviluppo “Arsenal Research”.
Ora, dopo 18 mesi, la casa produttrice di moto di Mattighofen è pronta per produrre la prima serie di moto elettriche KTM.
KTM, leader nella produzione di moto fuoristrada, con il progetto “zero emission” vuole dimostrare che gli sport motociclistici e la sostenibilità ambientale possono convivere senza essere in conflitto tra loro.
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La scienza ascientifica di History Channel & C.
La televisione divulgativa ha molti pregi. Porta informazioni alle masse. Inoltre mostra in modo immediato che alcuni importanti scienziati televisivi dovrebbero comprarsi una mente curiosa.
La trasmissione “Evoluzione, la guerra infinita” sfoggia decine di professori delle migliori universita' del mondo e riesce a scodellare banalita' deliranti. E ci mostra limpidamente che le meraviglie del metodo scientifico sono poco conosciute anche in ambienti cattedratici.
Il metodo scientifico e' bellissimo perche' non puoi affermare la prima stronzata che ti viene in testa, devi fornire delle prove che siano verificabili senza ombra di dubbio.
Ad esempio: perche' l’elefante si e' fatto crescere delle grandi orecchie senza peli?
Per poter raffreddare la propria temperatura.
Un giorno l’elefante era li', peloso come un mammuth, e si e' fatto cascare i peli perche' gia' sapeva che cosi' si sarebbe raffreddato nelle giornate di sole. Il mammuth non lo ha fatto ed e' morto. Cioe', l’elefante aveva capito che il pelo, essendo un isolante termico, avrebbe reso difficile lo scambio di temperatura tra orecchie e aria agitata dal movimento auricolare. Lui gia' prima, quando aveva le orecchie pelose e piccole, le agitava ma vedeva che a causa del pelo funzionavano poco come radiatore, allora le elefantesse hanno iniziato a far sesso con i maschi con le orecchie piu' glabre, grosse e mobili e nel giro di qualche milione di anni gli elefanti hanno avuto quel che desideravano.
Anche l’essere umano era peloso da bestia, ma si e' alzato in piedi per guardare il panorama e ha subito capito che avrebbe potuto essere il primo mammifero munito di milioni di pori sudoriferi e che si sarebbe raffreddato molto meglio se invece della pelliccia avesse avuto un sistema per raffreddare il corpo autobagnandolo costantemente. UN GENIO!
La logica scientifica ci dice che la causa non puo' mai dipendere dall’effetto. Cioe' ci deve essere una ragione per cui perdo il pelo PRIMA di sapere che perderlo sia utile.
Un credente puo' dire che e' la volonta' di Dio, ma usciamo dal criterio scientifico ed entriamo nella fede religiosa.
Questi scienziati televisivi dimenticano che da anni si propone una spiegazione sensata del perche' l’elefante abbia le orecchie senza peli.
Per lo stesso motivo per cui ha il resto del corpo senza peli.
L’elefante ha iniziato a vivere lungo i corsi d’acqua e a passare molte ore nell’acqua, in un clima torrido. Si voleva rinfrescare. Questo rese superflui i peli, visto che nell’acqua danno impiccio (a meno che tu non sia una foca che sta nell’acqua ghiacciata… allora ti si sviluppano peli particolari e grassi che producono un effetto muta).
Lo stesso dicasi per l’essere umano, come spiego' Elaine Morgan circa 40 anni fa. Una decina di milioni di anni fa ci fu un grande aumento di temperatura, gli australopitechi nostri avi dovettero migrare in cerca di frescura e alberi verdi sui quali arrampicarsi. Durante questa migrazione gli australopitechi si trovarono a essere seguiti dalle tigri con i denti a sciabola che, vedendo che i loro pasti si allontanavano, decisero di andare loro dietro.
Un vero dramma per le scimmiette nostre progenitrici che lungo il cammino dovevano attraversare grandi estensioni di terreno dove non era disponibile il sicuro rifugio delle cime degli alberi.
Ma per fortuna alcuni gruppi di scimmie impararono a sfuggire ai predatori buttandosi in acqua, qui, assumendo la posizione eretta, toccavano il fondo laddove le tigri dovevano gia' nuotare.
Fuggire in acqua e' tutt’ora un comportamento che si puo' osservare in molte specie di scimmie. Se sono inseguite da una belva e non c’e' un albero li' vicino, se ne hanno la possibilita', si buttano in acqua perche' sanno che i predatori non sono bravi a combattere e nuotare contemporaneamente (se non si tratta di coccodrilli).
Cosi' l’umanita' dei primordi abbandono' le altre scimmie e inizio' una mutazione incredibile. Comincio' a vivere molta parte del giorno in acqua. E questo spiega molte cose. Ad esempio, perche' le donne hanno le tette. Sono le uniche mammifere terrestri ad averle. Le foche hanno le tette. Non sono un gran che' ma sono tette. Quelle delle mucche no. Sono capezzoloni. Le altre mammifere hanno capezzoli e producono latte ma non hanno il seno, inteso come massa adiposa intorno alle ghiandole mammarie per tener caldo il latte, che altrimenti stando in acqua si raffredderebbe che poi il bambino ha le coliche… Il meraviglioso seno umano e' un contenitore termico, un thermos, come me lo spieghi altrimenti?
Qualche scienziato invertendo causa e effetto sostiene che agli uomini piacevano le tette rotonde, quindi le donne se le sono fatte crescere (giuro!). Cioe' il concetto di seno tondo e morbidoso e' un senso innato nella scimmia…
La transizione acquatica spiega anche un altro aspetto umano che gli accademici che studiano l’evoluzione umana fingono di non vedere: le labbra. Che non e' facile non notarle.
Non c’e' nessun altro mammifero terrestre che abbia le labbra. Servono solo se sei un neonato che vuole succhiare il seno della madre stando a mollo nell’acqua ottenendo un’aderenza perfetta con i contorni del capezzolo e riuscendo cosi' a evitare di suggere, oltre al latte, mezzo oceano.
E come mi spieghi che l’essere umano e' il solo tra i mammiferi di terra ad avere il naso a sifone? Gli altri mammiferi hanno semplicemente due buchi in faccia. Noi abbiamo due narici che si uniscono formando da una parte la punta del naso e dall’altra due campane. E il condotto dell’aria sale quasi verticalmente dal culmine di queste due campane in modo tale che non permette all’acqua di passare se entro verticalmente nel mare.
Perche' abbiamo la lacrimazione degli occhi, perche' camminiamo eretti e perche' abbiamo perso il pelo? Perche' abbiamo fatto quel che han fatto elefanti, delfini e balene.
Gli accademici televisivi non si rendono neppure conto delle assurdita' che sostengono, affermano: l’uomo perse il pelo perche', in quanto cacciatore aveva molto caldo rincorrendo le sue prede. Il leone insegue anche lui le prede ma non gli e' venuto mai in mente di perdere il pelo perche' proprio la pelliccia lo protegge ottimamente dai raggi solari.
E poi, se abbiamo perso il pelo per cacciare come mai le donne, che stavano nella grotta con i bambini, hanno meno pelo dei maschi?
Forse avevano gia' capito che i maschi preferiscono la donna depilata gia' da quando le donne erano pelose come scimmie (essendo scimmie)? E’ nata prima la ceretta della gallina.
Spero che tu sia d’accordo che e' veramente assurdo che i migliori accademici del mondo abbiano fatto finta di non accorgersi che le donne avevano i seni, le labbra e meno peli degli uomini. Siamo di fronte a una cecita' selettiva di proporzioni galattiche.
E spero che tu porti questa nuova consapevolezza nella tua vita.
Se vuoi vivere degnamente, assaporare il rosolio dell’esistenza, fare sesso in modo continuo e abbondante, migliorare il mondo, fermare guerra e fame, DEVI comprendere che esiste un’elite che domina il pianeta composta da persone che quando guardano un donna vedono solo l’ombelico. E che inoltre sono maledettamente stupidi.
Perche' ti dico questo?
Perche' da piccolo ho avuto svariati problemi affettivi e durante l’adolescenza non ero capace di competere con gli altri maschi in nessuno dei 12 ambiti riconosciuti ufficialmente, quindi mi sono inventato di scovare aneddoti curiosi e divertenti per stupire le ragazze e avere qualche possibilita' di fare sesso prima dei 40 anni.
E ammetterai che tirar fuori che i grandi accademici non vedono le labbra e le tette e neanche il nasino a sifone e' veramente un’osservazione stupefacente.
Ma suppongo che a te non interessi nulla delle profonde aspirazioni che mi spingono ad agire in modo compulsivo.
Diciamo allora che sapere questo fatto delle tette e degli accademici ti da' una misura della stupidita' dei potenti.
Non e' che questo ci liberera' da questa genia di malvagi alla svelta.
Ma saperlo e' meglio che non saperlo. Mi sto arrampicando sui vetri?
No. Dico sul serio.
Quando le schiere dei malnati ti circondano, quando inizi a dubitare di poter arrivare alla fine della storia, quando sembra che il tempo stia giocando con la tua anima, quando perfino la Luna ti guarda con un’espressione ambigua, allora, e' giunto il momento di ricordarsi che il grande professor Kreiskeip studio' la natura umana per decenni e mai si accorse che c’erano due masse emiglobulari a meta' strada tra l’ombelico e il mento.
E allora tu, che sei molto piu' intelligente di una piattola, ti ricorderai che se la tua trismilnonna era una tipa che ebbe l’idea pazzesca di delfinizzarsi per fregare le tigri, tu troverai un cavolo di modo di uscire dall’accerchiamento a tenaglia che 50mila cosacchi stanno attuando per catturarti.
(Ma cosa hai fatto per farli imbestialire cosi'? 50mila contro uno! Non potevi evitarlo?).
Quando sei li' circondato comunque recriminare non serve. Serve agire. Prima accendere il cervello poi agire. Ricordati: in te scorre un sangue che non mente mai. Un lignaggio di persone capaci di costruire piramidi immense e delicatissime miniature sopra un chicco di riso, per dichiarare il proprio amore.
Non c’e' nulla che ti possa fermare, e se, al limite, ti ammazzano, ricordati di sghignazzare indicandoli con il dito indice mentre esali l’ultimo respiro. Passeranno il resto della loro vita a chiedersi percheccavolo ridevi morendo.
Che cosa sapevi di loro che loro non sanno?
Sono stupidi come frigoriferi.
Basta infilare una lisca di pesce nei loro meccanici ingranaggi mentali e deragliano.
E quando deragliano soffrono come tu non potrai mai. Non c’e' nulla di piu' terribile di scoprire che dentro di se' non c’e' niente.
L’assenza di senso e' l’inferno in terra per i malvagi.
Questa e' la Grande Filosofia.
A livello piu' spicciolo ricordati che quando sei veramente nella merda, con le mani e i piedi legati, non ti resta che la verbalizzazione.
Guardi il cattivo negli occhi e gli dici:
“Dio non e' con me. Viene dopo da solo. E ti fa male.”
Se invece tu hai in mano una grossa pistola e lui e' disarmato gli dici: “Hai sbagliato giorno, hai sbagliato mese e hai sbagliato anno. E hai sbagliato anche il posto.”
Beh, sinceramente non sono sicuro che queste frasi funzionino veramente.
Comunque se ti capita provale. Poi mi telefoni.
In ogni caso ricordati: “Lo stupore diverte le persone sensibili e paralizza i malvagi.”
Quasi sempre.
(State lontani dalle anomalie statistiche)
Buone vacanze!!!
Jacopo Fo
Cacao e la redazione vanno in pausa estiva. Riprenderemo le trasmissioni mercoledì 1 settembre 2010 con le buone notizie comiche di Cacao.
Buona estate e buone ferie a tutti.
Carissimi,
Questa settimana torniamo a parlare di Haiti. Come sapete abbiamo seguito questo sfortunato paese gia' con due cacao del sabato, una volta parlando di un suo illustre rappresentante, Wyclef Jean, e della casa discografica che stava costruendo dal basso tramite internet (http://www.jacopofo.com/wyclef-jean-guerrieri-musica-case-discografiche-mp3-cd-album) e un'altra volta per chiedervi di aiutarci a raccogliere fondi per Yele, un'organizzazione haitiana fondata dallo stesso Wyclef Jean che portava aiuti immediati e concreti alla popolazione della penisola martoriata dal terremoto.
La situazione ad oggi e' quantomeno drammatica.
A distanza di sei mesi da quel terribile giorno i paesi che si sono fatti carico dell’onere di donare ingenti somme di denaro in aiuto di Haiti per ora hanno donato solamente il 10% di quello che hanno promesso, eccezion fatta per il Brasile che ha versato 55 milioni di dollari, e il Venezuela che ha quasi raggiunto la sua quota e continua a inviare aiuti umanitari.
L’11 luglio scorso l’ex presidente americano Bill Clinton, co-presidente della Commissione interim per la ricostruzione di Haiti (IHRC), denunciava il mancato assolvimento di queste promesse da parte di paesi e istituzioni come Usa, Giappone, Spagna, Francia, Norvegia, Ue, Banca dello sviluppo interamericano e Banca mondiale.
Un altro paese, oltre al Brasile e il Venezuela, in prima linea per la cancellazione del debito internazionale di Haiti e' il Canada, che oltre ad aver cancellato il debito estero che Haiti ha nei suoi confronti, ha promesso di versare 400 milioni di dollari a sostegno del Piano di Azione per Haiti dopo averne versati 33 per estinguerne il debito con le banche di sviluppo internazionali.
Ma al di la' di quello che puo' fare la comunita' internazionale aiutare Haiti vuole anche dire dare la possibilita' ad Haiti stessa di risorgere. Dare la possibilita' agli haitiani di costruire la loro Haiti, di coltivare la loro terra, di costruire le loro case, di creare l'Haiti degli haitiani.
Ed e' esattamente quello che sta cercando di fare Yele, che oltre a distribuire acqua e viveri per i bisogni immediati sta anche distribuendo sementi per coltivare i campi, preparando nuovi siti per la ricostruzione, organizzando comunita' e cooperative di lavoro con l'utilizzo del sistema del microcredito.
Aiutiamo Yele' e Wyclef Jean in questa impresa, con le nostre piccole cose: basta una donazione, potete trovare come fare su www.yele.org. Grazie.
Traduciamo e riportiamo un articolo del cantante hip hop pubblicato dalla CNN. Buona lettura.
Nei sei mesi da quando un terremoto ha devastato la mia terra, Haiti, il 12 gennaio, ho lavorato con mia moglie, Claudinette, e con Yele Haiti, l'organizzazione che ho fondato piu' di cinque anni fa, per cercare di porre rimedio alle condizioni terribili in cui vive la mia gente.
Ogni volta che torno, mi auguro che le cose siano migliorate e lo sono, ma solo un po' e non e' mai abbastanza. Dobbiamo continuare a sperare, per l'amor di Haiti, che il mondo non si dimentichi di quanto aiuto sia ancora necessario.
Per il popolo di Haiti, che ha cosi' poco, sono una gioia anche le cose piu' piccole. Nei pacchetti che distribuiamo, per esempio, le donne che vivono nelle tendopoli sono felici di trovare le torce windup (ricaricabili a manovella). Un oggetto che per noi ha poco valore, ma senz'altro avrete letto che alcune donne sono state assalite, stuprate o rapite nei campi di notte, ecco che queste torce permettono loro di non dover girare al buio nei campi di notte. Ecco che le torce illuminano il loro cammino e anche i loro visi quando le ricevono!
Naturalmente, sappiamo che c'e' molto altro da fare per garantire la sicurezza di tutte le donne e bambini.
Le aziende che ci forniranno case con porte che si chiudono contribuiranno a migliorare le condizioni economiche delle persone cosicche' i disperati non abbiano la necessita' di ricorrere al crimine e alla violenza... ma per ora la semplice torcia che si ricarica a mano da' qualche speranza a queste donne.
Pensate solo all'ondata di caldo che ha colpito la costa orientale degli USA in questi giorni, le temperature hanno superato i 38 gradi. Questa e' la temperatura normale in estate ad Haiti dove ci sono 1,2 milioni di persone che non hanno casa, che vivono nelle tendopoli, senza abbastanza cibo e acqua, con appena un riparo dal sole e senz'altro senza aria condizionata.
Pensate a questo e cosi' non vi sara' difficile capire perche' la gente e' cosi' felice di ricevere cose che altri danno per scontato avere: pacchi soccorso con pochi vestiti, oggetti di pronto soccorso, scarpe, alimenti in scatola e acqua.
Yele porta fino a 36.000 litri di acqua filtrata al giorno alle tendopoli, con una flotta di 14 camion cisterna. Portando l'acqua tutti i giorni abbiamo aiutato 7.200 famiglie che cosi' hanno potuto avere la gioia di cucinare un po' di cibo o di lavare i piatti, E abbiamo distribuito acqua potabile, inizialmente in bottiglia, ora in singoli sacchetti da 0,3 litri, piu' piccoli e quindi piu' facili da trasportare. Anche in questo caso sono le piccole cose che possono fare la differenza.
Ma vogliamo dare agli haitiani di piu'. Vogliamo che non debbano essere felici solo con una piccola torcia, quando in realta' cio' di cui hanno bisogno e' una casa che li metta al sicuro. Vogliamo che non debbano essere grati di avere l'acqua di cui necessitano quando quello di cui hanno bisogno e' migliori condizioni di vita con una fonte di acqua vicina alla loro casa. Ecco perche' Yele sta organizzando e raccogliendo fondi per la costruzione di case per i residenti delle tendopoli, dove ci sia anche una scuola, latrine, docce e una fonte d'acqua per ogni piccolo gruppo di case.
Vogliamo che il popolo di Haiti, per poter sognare in grande, non debba accontentarsi del minimo per tirare avanti. La loro gioia e gratitudine sono il carburante per i nostri sforzi. Perche' vogliamo portare loro un po' di sollievo che non hanno da quando il terremoto li ha colpiti sei mesi fa, e vogliamo combattere per loro, perche' il mondo sappia che meritano di vivere meglio che nelle condizioni disastrose in cui sono causate da circostanze al di fuori del loro controllo.
Tutti i nostri piccoli sforzi, le nostre piccole cose, una dopo l'altra, possono portare a grandi cambiamenti. Quindi cerchiamo di apprezzare le piccole cose, come gli haitiani fanno, ma cerchiamo di fare grandi miglioramenti per queste grandi persone.
In Campidoglio verranno allestiti due orti biologici. Una volta c'era il Comune di Roma.
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«Quando sono venuto qui pensavo che avrei fatto politica, non gli interessi del premier»: a parlare è Luca Barbareschi, deputato del Pdl, in un’intervista alla Repubblica, in cui l’attore ammette di non avere «mai creduto granchè nel Pdl: forse si confonde il Pdl che doveva nascere, con Verdini e un gruppo di persone che si fa gli affari propri». Secondo Barbareschi, il coordinatore del Pdl (coinvolto in alcune inchieste) dovrebbe dimettersi. Sulla legge sulle intercettazioni, inoltre, Barbareschi dice che «la magistratura, dove c’è una macchia, deve avere la possibilità di fare chiarezza».
L’attore-deputato ritiene che il premier sia «mal consigliato», perché deve ancora capire «che cosa vuole fare da grande», se lo statista o l’uomo di comunicazione, perché «tutto non si può fare». E aggiunge che non ci si sta occupando del bene del Paese, riferendosi ai migliaia di licenziati di Telecom, a Mediaset che «frena gli interessi del Paese. Blocca tutto, ne fa una questione di monopolio, controlla la Rai, frena La7». «Berlusconi gestisce le nomine Rai - aggiunge - fa fatturare alla Rai Endemol che è sua, distrugge le piccole aziende di contenuti». Qualcosa, secondo Barbareschi, «deve cambiare» perché il presidente del Consiglio «manca di rispetto al Paese e ai lavoratori. E a noi deputati: non possiamo essere trattati come sudditi mentre si trasforma lo Stato in un bordello».
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PS: LENTO PERO' BERBARESCHI. GLI CI SONO VOLUTI QUINDICI ANNI PER CAPIRE CHE BERLUSCONI E' UNO CHE SI FA I SUOI AFFARI.
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Cambiamo l’Italia con la strategia della spinta gentile.
Per ora abbiamo ottenuto un grande successo utilizzando una modalità anomala nel panorama politico marcescente italiano.
L’idea della SPINTA GENTILE è che sia mediamente più facile indurre qualcuno a compiere un’azione se questa è gradevole e vantaggiosa e se il modo di proporla è divertente e privo di minacce, critiche, ricatti, insulti e simili.
(http://www.jacopofo.com/node/6638)
video su http://www.youtube.com/watch?v=X-gTc4ifliM
Domani uscirà sul fattoquotidiano.it la mia terza lettera, a Epifani.
Dopo le lettere a Di Pietro, che ha risposto positivamente e a Bersani, che non ha ancora risposto, sarà interessante scoprire se Epifani è disponibile ad accettare un'idea banale, basata sul semplice buon senso e perfettamente in linea con la storia e la filosofia della CGIL:
rilanciare i gruppi d’acquisto come strumento per difendere il valore del denaro guadagnato dai lavoratori.
A Bersani ho invece scritto proponendo di creare un centro studi che analizzi e diffonda le esperienze positive nel campo del risparmio energetico realizzate da decine di sindaci del PD con ottimi risultati.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/10/caro-bersani-facciamo-cose-di-sinistra/38359/
A Di Pietro ho proposto di lanciare una campagna di azioni legali (ogni lunedì) che colpiscano chiari momenti di illegalità che sopravvivono solo per la debolezza delle istituzioni. In Italia la metà dei caschi per motociclisti in commercio non rispetta gli standard di qualità obbligatori: chiediamo a un giudice il sequestro su scala nazionale. (http://www.antoniodipietro.com/2010/07/costituzione_e_obbedienza_civi.html)
Il succo dell’idea è di tentare di smuovere le acque putride italiane con una serie di micro azioni, che alcune persone potrebbero attuare con poco sforzo e ottenendone oltretutto grande vantaggio politico e economico.
Non vado a proporre loro le mie idee. Osservo solo che quella certa azione funzionerebbe.
Che cosa succederebbe se veramente queste persone realizzassero cambiamenti capaci di generare sinergie positive? Penso che nell’insieme una serie di singole azioni elementari potrebbero ingenerare un movimento, una corrente di cambiamento concreto che potrebbe crescere.
Utopia?
Tra i più di 400 commenti postati sul Fatto e sul blog di Di Pietro, moltissimi hanno colto le implicazioni positive della proposta.
Ora le possibilità di riuscita di questa iniziativa sono nelle mani dei lettori.
Alcuni ad esempi stanno portando la lettera a Bersani nelle sezioni del Partito Democratico, chiedendo di approvare le proposte contenute e di inviarla alla segreteria nazionale. Un pronunciamento dall’interno. Se non fossero casi isolati sarebbe un evento notevole.
Ma serve che qualcuno, oltre a esprimere approvazione, si dia da fare.
Lo stesso vale per le proposte a Epifani
Se ti interessa tutta la storia trovi qui i miei articoli:
http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/JFo/
sei disponibile a dare una mano?
Anche il semplice lincare o segnalare queste lettere sarebbe di grande aiuto.
Questo tentativo può vincere solo se supera lo stadio di semiinvisibilità.
Serve farlo sapere in giro. La rete rende possibile farlo. I commenti di chi ha letto le proposte sono positivi, quaglierà una grandiosa campagna di pressione gentile?
Su fratelli e sorelle, correte alla pugna!
L'ora è giunta
o merda o berretta rossa!
(Questo è un comunicato rivoluzionario militante tosto, mica le solite robe.)
La bici elettrica che entra nel vano della ruota di scorta della tua auto, Volkswagwn ha presentato la sua prima "due ruote" al salone Auto China 2010.
Un mezzo di trasporto accattivante, che sembra una bicicletta ma non ha i pedali. Le batterie che alimentano la BIK.E sono state progettate con bene in mente sia la forma che la funzionalità: il mezzo si chiude su sè stesso fino ad arrivare a stare nel vano della ruota di scorta dell'automobile.
Questa bici elettrica raggiunge una velocità di 20 km/h, con un'autonomia di 20 chilometri percorribili.
Pensata probabilmente come mezzo supplementare alla propria automobile, non si hanno notizie chiare sulle modalità e tempi di ricarica, ma apparentemente le batterie di cui è dotata BIK.E si possono collegare all'automobile.
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Ave direttore, attraverso il Suo giornale intendo denunciare l'uso improprio che in questi giorni si sta facendo del mio nome. Mi ritrovo coinvolto in resoconti bizzarri, tirato in ballo da individui a me del tutto ignoti. «Amm'a vedé Cesare» (ma che lingua è, sannita?). «Credo che il dossier sia arrivato nelle stanze di Cesare, i tribuni ne hanno già dato notizia». (Chiacchieroni perditempo, prima o poi li caccio e metto al loro posto una vestale). «Marcello parla anche a nome di Cesare». Alt. E chi sarebbe questo Marcello che parla a mio nome? Il glorioso console che conquistò Siracusa o il noto bibliotecario che tiene i contatti con Palermo? Ce n'è uno che si spaccia per mio cugino: gli dedicherò il «De bello pallico», una raccolta di barzellette lapidarie (la mia preferita è «Veni vidi Ici», dedicata al federalismo fiscale). Un altro tira in ballo la storia del «vice Cesare» e qui non vorrei sembrarle petulante, ma visto che sull'argomento ho già preso un bel po' di pugnalate, ribadisco che non esiste ancora un vice designato. L'ho spiegato a Bruto, a Marcantonio e anche ad Augusto, il quale mi dicono abbia avuto in dote il Tg1, ma non da me, ripeto, non da me. Ho il sospetto, direttore, che qualcuno a Roma stia usando impropriamente il mio nome per i suoi loschi affari. Appena torno dalla Gallia (lunedì sarò a Mediolanum con Aznavour) andrò in fondo a questa storia. Avrebbe per caso un dado da prestarmi?
Firmato: Cesare (Caio Giulio).
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E' con spropositata gioia che pubblichiamo la risposta di Antonio Di Pietro all'appello di Jacopo Fo pubblicato sul blog del Fatto Quotidiano.
Per leggere la lettera di Jacopo cliccate qui
Costituzione e obbedienza civile
Caro Jacopo,
ho letto con molta attenzione il post che mi hai indirizzato. Innanzitutto ti ringrazio per aver pensato a me e all’Italia dei Valori come tuoi interlocutori.
Non sbagli quando dici che abbiamo lavorato sodo come difensori della legalità fuori e dentro il Parlamento. La nostra è una struttura giovane e dinamica, piena di persone oneste e pulite che hanno voglia di cambiare seriamente il nostro Paese.
Il salto di strategia che tu ci proponi fa parte del nostro Dna, visto che siamo un movimento che si è trasformato in partito e che – tra le sue caratteristiche principali – ha proprio quella di lavorare fianco a fianco con i cittadini. Come abbiamo ben dimostrato con le nostre campagne referendarie.
Hai ragione quando dici che lo Stato italiano, in questo momento, non ha la forza né – aggiungo io – la volontà di reagire alla corruzione e all’illegalità generalizzata. Sarà perchè chi dovrebbe dare l’esempio – il nostro governo – rappresenta in realtà la massima espressione della ricerca dell’impunità.
Quindi la tua idea di dedicarci a battaglie che riguardino il vissuto quotidiano dei cittadini non solo mi piace ma mi ha spinto a chiedere a Gianfranco Mascia di coordinare un’Area dipartimentale all’interno dell’Italia dei Valori che si chiamerà “Costituzione e Obbedienza Civile” proprio per lanciare campagne in difesa della nostra Carta Costituzionale e creare, proprio come ci suggerisci tu, un programma di obbedienza civile che ci veda propulsori di quella rivoluzione copernicana che parta dalla difesa dei diritti e del benessere dei cittadini.
L’Area dipartimentale, come prossimo obiettivo, avrà proprio quello di aprire uno sportello di ascolto dei cittadini, di collaborazione con riviste come Altro Consumo e attenzione alle loro inchieste, di creazione di mobilitazioni e di progetti di Obbedienza Civile.
Gianfranco Mascia si raccorderà con te per definire la possibilità di un tuo contributo all’ideazione e al lancio delle iniziative.
Ti ringrazio molto per quello che stai facendo e che seguo da anni con attenzione. Apprezzo soprattutto il tuo impegno nei confronti dello sviluppo e della diffusione delle nuove tecnologie che utilizzano come fonte energetica il sole. Un settore fondamentale per la democratizzazione dell’energia e per contrastare il tentativo di riportare il nucleare in Italia. Anche a questo proposito, ti chiederò di affiancarci – una volta consegnate le firme per il referendum per bloccare il nucleare – nel comitato organizzativo della campagna referendaria per far sì che questa sia una battaglia dei cittadini per i cittadini.
Postato da Antonio Di Pietro su http://www.antoniodipietro.com
"Oggi mia mamma compie gli anni.
Ho deciso di farle gli auguri sul web perché è una bisnonna internettizzata.
E le dedico questa poesia
(Si possono scrivere poesie alla mamma nel 2010?
Sì. Sopratutto nel 2010. E' L'ORA DELLA POESIA!)
Cara mamma
ti ringrazio di avermi messo al mondo
anche se non è perfettamente rotondo
e ti ringrazio di avermi insegnato
tutto sulle lotte del proletariato..."
(continua a leggere)
Oggi mia mamma compie gli anni.
Ho deciso di farle gli auguri sul web perché è una bisnonna internettizzata.
E le dedico questa poesia
(Si possono scrivere poesie alla mamma nel 2010?
Sì. Soppratutto nel 2010. E' L'ORA DELLA POESIA!)
Cara mamma
ti ringrazio di avermi messo al mondo
anche se non è perfettamente rotondo
e ti ringrazio di avermi insegnato
tutto sulle lotte del proletariato
Ti ringrazio perché mi hai dotato di molte dita
e mi hai dato parecchio desiderio di vita
e mi hai fatto vedere
recitando per un milione di sere
e aiutando tanta gente
che esiste un modo differente
di trascorrere il tempo presente
Cara mamma vorrei che tu fossi molto felice
della tua vita non facile
e che ti sentissi amata
in maniera esagerata
Cara mamma ti voglio molto bene
un bacio
Tuo figlio Jacopo Fo
(PS: Lo so che mia mamma lo sa che io sono Jacopo Fo
anche per via che sono figlio unico.
Ma ho iniziato a firmare così le lettere a mia mamma a 6 anni e poi non ho più smesso. Anche se ammetto che farlo non è molto intelligente.)
Ci ho messo quei trent’anni e passa ad arrivarci ma alla fine ci sono riuscito.
In tutti questi anni ho potuto realizzare molto, e di questo ringrazio la fortuna. Sono meriti miei invece i numerosi fallimenti.
Negli ultimi 35 anni si e' ripetuta innumerevoli volte la scena del fallimento di un mio grande progetto.
Fino ad un certo punto andava tutto bene, si ottenevano buoni risultati ma poi a un certo TRACK, tutto andava a sbattere contro un muro invisibile.
Faccio un esempio: realizzi una serie di incontri con un comune, viene fuori un progetto strepitoso, inizi a lavorare, realizzi un primo intervento di efficienza energetica a costo zero, funziona tutto, tutti sono entusiasti, tu tiri fuori un progetto di ristrutturazione globale del sistema energetico, tutti sono entusiasti. Il progetto parte, poi rallenta e muore. Hai ottenuto 10 ma quando cerchi di smuovere 100 succede qualche cosa. Cambia il sindaco, si ammala, diventa buddista, si innamora di una minorenne.
Ogni volta che succedeva una di queste sfighe mi dicevo: “Puo' capitare… Qualche cosa e' andata storta… riproviamo…” Ma poi passano gli anni, i decenni, tu ti sforzi come un pazzo a limare, migliorare, riorganizzare, aspetti una nuova onda positiva curando piccoli gioiellini ben fatti, arriva l’onda, parti, tagli il traguardo per primo alla prima tappa, trionfo, poi al traguardo della seconda tappa, quella con il super premio, non ci arrivi mai.
Elencare tutte le volte che abbiamo vinto la prima tappa e perso il Giro D’Italia sarebbe lungo e noioso. Ma sono proprio tante.
A un certo punto ho pensato di avere una tara che mi impedisce di andare oltre un certo livello.
Poi, in un periodo di depressione, ho iniziato a sospettare di essere finito su di una lista nera dei reietti.
Da un certo punto in poi ho avuto una sorta di illuminazione prerazionale. Non me la sono piu' sentita di buttarmi da solo nelle storie. Se trovavo una persona molto quadrata che ci stava avevo il doppio di probabilita' di riuscita. Cosa volesse dire poi “Trovare una persona piu' quadrata di me” non mi era chiaro. Andavo a tentoni.
Qualche giorno fa, discutendo con Gaetano e Dario delle difficolta' enormi che incontriamo a convincere i sindaci a compiere scelte di efficienza energetica, ho capito che cosa non avevo capito.
Una grande luce si e' accesa nel mio cervello e io mi son detto: “Sono un idiota.”
La soluzione del problema che mi ha angustiato per decenni e' ovvia, banale.
La mia idea e' che io vado da un sindaco, gli parlo, gli spiego cosa potrebbe fare, gli porto esempi realizzati e verificabili, credenziali scientifiche, certificazioni, avvalli di enti rispettabili, un pacchetto semplificato, preconfezionato. Tutto perfetto, tutto in ordine, tutto chiaro, onesto, trasparente e conveniente, e non faccio la cosa essenziale.
Vorrei spiegarmi bene, cosi' mentre lo spiego lo capisco meglio anche io, perche' e' un’idea nuova.
Allora: cosa porta un sindaco a decidere di compiere un’azione elementare come isolare termicamente tutti i tetti del comune?
La convenienza, il buon senso, gli ideali ecologici?
No. Il meccanismo e' completamente diverso.
E non sto parlando di un sindaco corrotto, no, parliamo di un bravo sindaco che vuole il bene dei cittadini.
Il mio errore e' pensare che il sindaco ha tutto il potere.
Il sindaco non ha il potere, e' un mediatore. E’ uno strano animale che e' riuscito a convincere persone che a volte si odiano a mettersi insieme per farlo diventare sindaco.
Tra la sua intenzione di isolare il tetto e la realizzazione di questo progetto c’e' di mezzo un mare di eventualita'.
Innanzi tutto il sindaco deve fare 600 cose urgenti e sa benissimo che 500 dovra' rimandarle (se tutto va bene).
Se hai mai gestito un’azienda sai che comandare vuol dire in gran parte decidere cosa puoi non fare restando a galla comunque.
Quindi perche' la tua proposta vada in porto deve succedere che una serie di persone, che hanno dei rapporti organici con il sindaco, gli dicano che la tua proposta e' piu' urgente del festival delle lumache sorde e dei problemi che il sindaco ha con l'amante e con sua zia con la sciatica.
Riflettendo su questa questione ho ripercorso la storia delle iniziative di maggior successo alle quali ho partecipato.
E mi sono reso conto che dal Male a Tango ai pannelli solari la costante e' che si sono formate delle squadre di professionisti con caratteristiche umane molto diverse. Teste che funzionavano in maniera diversa. Qualita' particolari.
Oggi penso che avremmo potuto avere lo stesso successo anche senza un paio dei grandi autori che fecero il Male. Ma se mancava Lionello Massobrio non avremmo concluso nulla. Un personaggio molto “diverso” anche se e' un regista. Lui aveva una mente fatta in modo diverso. Dovevamo stampare il primo numero del Male e non avevamo soldi. E nessuno credeva nel nostro progetto e voleva finanziarci. Arriva Massobrio e ci dice: datemi il giornale che ve lo stampo.
Ma tu hai i soldi per la tipografia?
Certo che no!
Porta il giornale in tipografia e gli dice: ti pago tra tre mesi. Poi va dal distributore e lo convince a dargli un anticipo come se avessimo gia' venduto il 25% della tiratura. Poi cerca un’altra tipografia disposta a stampare un numero con pagamento a tre mesi. Un delirio. E non oso pensare cosa sarebbe successo se il quinto numero non fosse andato esaurito, permettendoci di pagare i debiti. Avremmo dovuto fare dei mutui per ripagare tutti. Ma quando Lionello ci spiego' come si doveva fare era tutto cosi' semplice logico, ineluttabile.
Massobrio aveva il dono incredibile di parlare con dieci persone e convincerle completamente. Faceva lo stesso con le donne. Non potevano dirgli di no. Far l’amore con lui era una necessita' improrogabile primaria. Anche se non piaceva non poteva rinunciare. Sarebbe stata una follia!
Ecco, raccontando questa storia ho capito un libro che ho letto 10 anni fa: Il punto critico (I grandi effetti dei piccoli cambiamenti, di Gladwell Malcolm, Editozioni BUR)
Tra le altre cose utili racconta con dovizia di esempi storici che, perche' un nuovo comportamento si diffonda, e' necessaria la collaborazione di 3 tipologie umane: l’esploratore che trova la novita', la prova e si convince che va bene. Poi c’e' una specie di uomo delle tecniche, quello a cui chiedi consiglio se devi comprare un cellulare perche' ci capisce. E infine c’e' il comunicatore, quello che dice: “Avete visto che l’esploratore ha trovato questa cosa buona e l’esperto ha detto che e' veramente buona, anch’io l’ho provata, e' fantastica, se la provi anche tu resterai entusiasta!”
Fino a che questa squadra non si coagula intorno a un nuovo comportamento o prodotto, le cose non si muovono.
Mi sembra un concetto semplice in fondo, quando lo hai capito. La diffusione di un comportamento e' un fenomeno complesso, le persone hanno paura di sbagliare, non hanno voglia di mettersi li' a capire la novita', sono distratte.
Non basta che incontrino qualcuno che gli dice che si possono piantare pomodori migliori, non gli basta neanche vedere un campo di pomodori migliori.
Non e' un fenomeno esclusivamente razionale, non riguarda solo la comprensione. La persona che ha capito che gli conviene cambiare deve poi trovarsi in una SITUAZIONE EMOTIVA DI CAMBIAMENTO caratterizzata da un mix di fascinazione, esaltazione, desiderio, che gli permettano di superare diffidenza e paura del cambiamento e del connesso possibile fallimento.
Ho parlato di pomodori non a caso. Il libro cita uno studio sul tempo impiegato in una certa regione perche' i contadini si convincessero a adottare un nuovo tipo di pomodoro, piu' buono, piu' resistente alle malattie, piu' produttivo. Una qualita' di pomodori veramente e indiscutibilmente superiore, tanto che alla fine tutti iniziano a coltivarla. I primi campi con le prime piantine di pomodori di questa varieta' superiore si diffondono nel 1928, ma ci vogliono 7 anni perche' la meta' degli agricoltori adotti questa novita'. E altrettanti perche' il resto dei contadini si decida a gettarsi nel cambiamento.
Questo ci puo' far capire che la paura e' un cardine essenziale della nostra mente.
Attenzione, la paura ha un funzione determinante anche nello spingere gli innovatori. Solo che fa pressione su circuiti mentali diversi.
Il coraggioso ha il terrore di perdere la possibilita' di avvalersi dell’innovazione. Nella sua mente la paura di perdere un vantaggio (che lo metta al sicuro dai disastri della vita) ha un peso maggiore della paura di subire una perdita per un insuccesso. Da un certo punto di vista potremmo addirittura affermare che il comportamento dell’innovatore che nel 1928 pianta i nuovi pomodori e' scriteriato. Infatti il danno che potrebbe trarre da un insuccesso e' maggiore del vantaggio che trarrebbe da un successo. L’innovatore gioca d’azzardo, il conservatore va sul sicuro. I suoi pomodori funzionano, ci guadagna bene. Perche' cambiare se persiste il minimo dubbio, la minima possibilita' di insuccesso? Egli cambia solo quando le certezze sui nuovi pomodori sono esattamente equivalenti a quelle sui vecchi pomodori.
Tutto questo discorso per dare un’idea della complessita' di valutazioni e paure che giocano intorno alla decisione di cambiare.
Ma torniamo al nostro sindaco che deve decidere se isolare il palazzo del comune, e mettiamolo vicino a un personaggio, che chiameremo X, che sfiora spesso un deflagrante successo ma raramente lo coglie fino in fondo. Andare fino in fondo presuppone un notevole cambiamento.
Il sindaco soffre di un’affezione alla capacita' di cambiare perche' lo trattiene il senso comune che sta nella testa del suo gruppo di potere.
Mister X soffre di un’affezione che blocca il successo, il cambiamento radicale insito nel successo totale.
Quel che ne viene fuori nella mia mente, e' che esiste un tavolo da gioco, coperto di panno verde e ben delimitato, sul quale si svolge la partita della realizzazione o della non realizzazione di un cambiamento.
Questo tavolo da gioco e' l’universo delle relazioni.
Per questo e' piu' facile vincere quando sei parte di una squadra, perche' piu' persone hanno piu' relazioni, quindi piu' potere relazionale.
Ma questo non sempre e' vero. Una banda di diseredati del Bronx ha infinitamente meno relazioni di una banda di commercialisti milanesi.
E molti studi dimostrano che possiamo calcolare il livello di successo potenziale di un individuo scoprendo di quante persone e' capace di indicare nome, cognome e 5 informazioni sul tipo di vita, lavoro, capacita'.
Ma voglio andare oltre: questi aspetti sono solo una facciata della questione.
Non basta conoscere, bisogna emozionare.
Possiamo misurare il “tasso di relazione sociale” di una persona, ma possiamo immaginare anche un “tasso di relazione emotiva”.
Ci sono persone che conoscono tutti ma che sono considerate da tutti inaffidabili.
Il che vuol dire che quando si forma una squadra di lavoro e' importante sapere che serve qualcuno che abbia carisma emotivo. Ti serve Obama, uno che quando parla alla gente si sente che sta bene.
Persone che hanno la dote di abbassare il livello di paura delle persone. Danno sicurezza.
Attenzione, non per forza poi queste persone devono essere il leader. In una buona squadra nessuno e' il leader. Se c’e' uno che comanda vuol dire che gli altri non sono abbastanza bravi. Ci puo' essere un catalizzatore. E catalizzatore e leader possono essere due persone diverse.
E attenzione attenzione, non e' detto che il comunicatore emotivo carismatico sia quello che parla davanti alla folla, a volte si', a volte no. A volte quello che parla davanti alla folla e' solo uno simpatico che racconta belle barzellette. Ma nessuno gli da' retta se propone nuovi pomodori senza avere dietro qualcuno che abbia credibilita' emotiva.
E qui improvvisamente capisco quale e' il problema di Mister X e quale e' la differenza tra le imprese che hanno avuto pieno successo e quelle che non ne hanno avuto.
La squadra. La squadra e' tutto. Ma non per quello che fa nel suo insieme, internamente, non solo per i prodotti che produce. E’ importante per la sua capacita' di produrre una rete di emozioni, una trasmissione di emozioni attraverso una rete di persone emotivamente ben disposte.
Il risultato di questo discorso mi spiega finalmente che cosa sto facendo ormai da qualche anno, in modo istintivo.
Mi fa capire fino in fondo una cosa che alla grossa in effetti avevo gia' compreso da tempo ma che ora mi appare con una nitidezza e un peso preponderanti.
Mi sembra di scorgere il nucleo.
In pratica bisogna rovesciare un paradigma operativo: “ho una buona idea-la propongo a chi trarrebbe vantaggio dall’usarla” diventa “buona idea-trovo una squadra-la squadra genera un campo emotivo positivo intorno all’idea-qualcuno vuole la nostra idea”.
E la cosa essenziale e' il CAMPO EMOTIVO POSITIVO.
Infatti se guardiamo il mondo vediamo che i malvagi si occupano essenzialmente di questo. Vivono per questo.
La Massoneria, i complotti, i party mondani, i motoscafi, le fondazioni letterarie, i consigli di amministrazione degli enti, i giri di magnaccia e puttane, i sensali, i mediatori, i sostegni elettorali, il clientelismo. Sono tutti sistemi che potremmo inscrivere nella categoria degli strumenti utili a determinare un Campo Emotivo Positivo intorno al disonesto.
Tenere le fila di favori e controfavori, debiti e crediti, contatti e credenziali e' l’attivita' essenziale.
Quel che produce il gruppo e' indifferente, l’importante e' avere i mezzi emotivi per imporre che sia comprato (per MEZZI EMOTIVI in questo caso leggi: mazzette, favori, pistole, ricatti)
Per inciso proprio perche' la costruzione di un campo emotivo e' una cosa di una complessita' che supera le capacita' umane di gestione, io non credo alla possibilita' del successo dei complotti. Essi diventano automaticamente una bolgia di campi emotivi con sottoinsiemi emotivi discordanti. Il complotto si spezza in sotto-complotti con gruppi di complottatori che cercano di fregare altri gruppi per prendere il controllo del complotto.
E questo funziona anche per i complotti dei buoni.
(La soluzione e' la rete capace di cooperare in modo semplice sulle singole azioni senza proiezioni di cervellotici modelli onnicomprensivi. La realta' e' complessa e imprevedibile).
E per finire cosa faro' da grande
Nonostante tutte le meditazioni pacifiste la mia formazione resta militarista. Quindi penso ai 7 samurai.
Forse esiste un film senza spade che racconta come un gruppo di giocatori di qualche sport si mette insieme per formare una grande squadra, ma non me lo ricordo.
E poi nei 7 samurai il processo di aggregazione del gruppo e' grande.
Tutto comincia con due contadini paurosi e ignoranti che partono a cercare dei samurai che difendano il villaggio dai briganti. Per pagarli hanno solo riso. Una follia. Sono loro gli esploratori, i primi eroi della storia. E sono loro che poi riescono a mediare col villaggio. Ma non hanno avuto l’idea. L’idea l’ha avuta un vecchio saggio. E la prima persona che devono trovare e' qualcuno che poi comandi i samurai, uno capace di formare un gruppo, di dare fiducia.
E cosi' via. E il settimo samurai e' un pazzo. Interessante. Nel gruppo devono esserci grandi biodiversita', grande tolleranza e comprensione. E alla fine e' l’elasticita' di questo samurai anomalo e istrionico a risolvere la situazione. Lui in realta' non e' un samurai, e' della casta infima dei contadini. Ma e' lui che diventa il leader, che parla ai contadini del villaggio che hanno paura di combattere. Lui conosce la loro vita. Li insulta, li deride, gli fa vedere che non cambiare sarebbe sicuramente peggio di cambiare, gli mostra che la strada del cambiamento e' l’unica via possibile. E allora, finalmente, si crea una grande squadra. E la tecnica della battaglia sara' quella di dividere gli avversari e poi buttarsi tutti sul gruppo piu' piccolo di nemici. Li ammazzano tutti, due per volta, combattendo sempre in trenta contro uno.
Bene, ti auguro di trovare alla svelta gli altri 6 samurai del tuo gruppo e che siano simpatici.
Questa e' la mission, poi colleghiamo i gruppi di samurai (o di calciatori) e facciamo una super rete di stati emotivi.
L’inquinamento, la fame e la guerra hanno i giorni contati.
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